Il mugnaio urlante, recensione e opinioni su questo libro
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IL MUGNAIO URLANTE
di Arto Paasilinna


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    Genere: Narrativa

    Trama:
    In un piccolo villaggio della Finlandia, poco dopo la guerra, arriva uno sconosciuto dall'aspetto imponente con l'intenzione di comprare il vecchio mulino Rapide della Foce da anni in disuso. E' Gunnar Huttunen, un uomo misterioso, senza passato. Ma anche un personaggio stravagante che, nei momenti di allegria, saltella, ride e racconta storie senza capo né coda tanto da radunare intorno a sé, al vecchio mulino della Foce, un folto gruppo di persone. Ben presto, però, Gunnar rivela un fastidiosa debolezza: nei momenti di grande gioia o di sconforto non può fare a meno di ululare per ore mettendo in agitazione tutti i cani dei villaggi nel raggio di centinaia di chilometri...

    Commento:
    Chi non conosce Arto Pasilinna, autore finlandese i cui romanzi vengono tradotti in tutto il mondo, può trovare le sue storie un po' troppo eccentriche e sopra le righe, come avviene nel caso di Gunnar, mugnaio molto particolare che entra nel cuore del lettore e riesce ad avere la sua approvazione anche quando la rabbia lo porta a compiere eccessi di ogni tipo.

    E' difficile non parteggiare per Gunnar quando ci si rende conto che la comunità, la cosiddetta gente "normale", cerca di punirlo e rinchiuderlo perché, a volte tenero e dolce, a volte simpatico e divertente, altre iroso e un po' matto, resta sempre sé stesso, a dispetto dei condizionamenti e di ciò che pensano gli altri del suo modo di essere.

    Da questo romanzo, come dagli altri di questo autore, traspaiono l'amore per la natura selvaggia, per gli splendidi panorami lapponi, insieme al desiderio di libertà, di una vita senza costrizioni e condizionamenti; Paasilinna racconta, con l'ironia che gli è propria, divertendo ma facendo riflettere, le piccolezze umane, l'ipocrisia, il finto perbenismo, senza dimenticare però i valori che rendono la vita degna di essere vissuta: l'amicizia, l'amore, la libertà e la speranza.
    Bellissimo.
    (Maria Guidi)

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