L'ultima Estate che giocammo ai pirati di Alessandro Soprani, recensione e opinioni su questo libro
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L'ULTIMA ESTATE CHE GIOCAMMO AI PIRATI
di Alessandro Soprani


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    Genere: Amicizia

    Trama:
    Tre ragazzini - Luca, voce narrante, Davide e Mario - i tre moschettieri, come vengono chiamati, sono i protagonisti di quotidiane avventure: giocano a biglie, ai pirati, alla guerra con mitici Sten di legno di faggio. Giocano, rovistano nei solai in cerca di cimeli, ed esplorano i luoghi proibiti dei partigiani... E proprio durante una di queste esplorazioni Luca scopre un cadavere: è Delmo, un uomo buono e innocente - lo scemo del villaggio, qualcuno direbbe - al quale i ragazzi, come tutti, volevano bene. Quando gli indizi sembrano incolpare Giona, un reduce inglese rissoso e ubriacone, Mario, il più maturo dei tre forse perché ha perso la mamma e ha un padre alcolizzato e violento, decide che non si può lasciare impunito l'assassino di Delmo. Bisogna vendicarlo. Si fa in fretta a passare dal gioco a una terribile realtà, soprattutto se si incontrano delinquenti senza scrupoli. Ma occorre molto coraggio, o incoscienza, quando la linea d'ombra che separa la giovinezza dall'età adulta non attraversa solo il mutare dei sentimenti e delle emozioni, ma si sporca di sangue. Questo è il messaggio chiaro che viene dalla voce addolorata e fiera dell'Italina, splendida figura di vecchia che di quei ragazzi è l'unica confidente, forse perché, custode a sua volta di un antico lacerante segreto, è l'unica che può veramente capirli.

    Commento:
    Bellissimo questo libro, se non avessi saputo a monte che è un romanzo d'esordio non ci avrei mai creduto! Alessandro Soprani riesce, fin dalle prime pagine, a riportarti indietro nel tempo (è ambientato nel primo dopoguerra), al periodo in cui i ragazzi uscivano per andare a giocare liberamente nei campi e non tornavano fino al tramonto, quando la vita era forse più difficile ma anche più vera, quando nella zona ci si conosceva tutti e ogni avvenimento riguardava l'intera comunità.
    La storia scorre via veloce, con descrizioni così precise che sembra di vedere un film. Ci si ritrova allora a partecipare alla vita dei tre ragazzi che, in quella lunga estate, maturano in fretta e vedono cambiare la propria vita e la loro amicizia. Si corre con loro nei prati, sentendo frinire i grilli e frusciare le foglie; ci si nasconde con loro quando sono braccati dai contrabbandieri e si sta con il fiato sospeso e il terrore di essere scoperti. Si provano l'ansia e la paura di dover decidere in autonomia cosa è giusto e cosa è sbagliato, e quante volte questo si rivela difficile da capire!
    I dialoghi, con espressioni tipiche dialettali, fanno sorridere parecchio e rendono in pieno il senso dei discorsi, la franchezza dei ragazzi è disarmante (anche se qualche parolaccia in meno non avrebbe guastato) e anche se la storia, soprattutto nel finale, è un po' eccessiva, il risultato complessivo è quello di un libro bellissimo, pieno di emozioni, di avventura e di coinvolgimento.
    La figura dell'Italina, unica confidente dei ragazzi, è superba, la nonna che tutti sognano di avere: sveglia, furba, decisa, sempre pronta a capire e aiutare senza fare prediche inutili. Come lei, anche gli altri personaggi secondari sono ben delineati, dal nonno di Luca a Delmo e Freccia, a tutti gli altri.
    Un passaggio dall'infanzia all'età adulta tracciato con grande maestria e con proprietà di linguaggio, cosa che non guasta!
    Complimenti all'autore per questo libro e speriamo di poter leggere presto un altro suo romanzo.


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