La polvere del Messico di Pino Cacucci, recensione e opinioni su questo libro
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LA POLVERE DEL MESSICO
di Pino Cacucci


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    Genere: Avventura

    Trama:
    E' il romanzo di un viaggio attraverso un paese narrato dalla gente, da innumerevoli personaggi: bevitori incontrati in vivacissime bettole, autisti di squinternate corriere lanciate per migliaia di chilometri tra selve e deserti, meccanici-filosofi e gommisti-antropologi, vecchi indios dalla saggezza velata di ironia, giovani teppisti delle bande metropolitane o allevatori di galli da combattimento che si rivelano custodi di antiche tradizioni. Un caleidoscopio di comparse sullo sfondo di un Messico sornione, sempre pronto a infiammarsi senza preavviso, capace di stupire il viandante a ogni angolo di strada. Pino Cacucci osserva, ascolta, registra, reinventa, guidato dalla certezza che le storie tramandate sono più vere della storia ufficiale.

    Commento:
    Bellissima trama: l'idea del Messico raccontata dalla voce di chi lo vive ogni giorno, di chi lo conosce e lo attraversa da un capo all'altro, da conoscere grazie agli episodi narrati dalla voce di personaggi sempre diversi, sembra una bellissima idea... il libro però è un po' deludente.
    In realtà c'è tutto quel che serve per un diario di viaggio che coinvolga e faccia venir voglia di visitare il Messico: belle descrizioni, innumerevoli racconti sulle antiche civiltà, personaggi pittoreschi, ecc... quel che manca, forse, è uno stile di scritture accattivante, soprattutto nella prima parte del libro.
    La prima metà, in effetti, è un po' pesante, si fa fatica a proseguire nella lettura. Migliora sensibilmente nella seconda parte, dove la narrazione diventa più scorrevole ed interessante, per quanto non si possa dire che sia molto coinvolgente e questo, personalmente, ritengo sia un grosso limite. Un libro di viaggi deve riuscire a coinvolgere anche (o sopratutto) se non si conosce il posto che descrive, deve trasmetterne i colori, i profumi, i sentimenti e le emozioni che il lettore non ha modo di sperimentare di persona... in fondo, a cosa servono i libri, se non a sognare?


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