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LA TOMBA DEI MUTILATI
di Riccardo Bianco
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Genere: Horror
Trama:
In un mondo che pare ormai destinato ad un nefasto futuro, un luogo che era fonte di vita e di salute diviene cagione di male e sofferenze atroci. Una strana compagnia, formata da un chierico, un mezz'orco e un cavaliere affronterà l'ignoto che sconvolge il piccolo borgo nel quale hanno trovato dimora. Abituati ad affrontare ogni sorta di pericolo non indietreggeranno nemmeno di fronte alla scoperta più incredibile. La fontana che aveva dato lustro alla località nei tempi passati è in realtà una porta verso il mondo degli inferi, transito prediletto per demoniache creature che razziano il villaggio rapendo anime innocenti da destinare ad orrendi sacrifici a beneficio di immondi esseri che palpitano nelle viscere di un infernale mondo dei morti, Dagobar, Assam e Krando affronteranno ciò che nessuno, né uomo, né orco, vorrebbe mai dover affrontare. Leggendo "la tomba dei mutilati" ci troveremo coinvolti nelle loro avventure, fra duelli con esseri sovrannaturali, prove di coraggio e lealtà e scoperte sensazionali, con un finale tutto da scoprire, per nulla scontato.
Commento:
Romanzo d'esordio di Riccardo Bianco. L'autore è riuscito a concentrare in poche pagine (si tratta di un romanzo breve) la "classica" battaglia tra il bene e il male, costruendo una trama molto originale. I tre protagonisti sono ben descritti e caratterizzati con precisione, ma quel che più colpisce è l'atmosfera tetra, l'alone cupo di mistero, paura e attesa che aleggia sul paese e che, grazie allo stile di scrittura di Bianco, si trasmette anche al lettore.
La pecca maggiore è sicuramente la brevità del romanzo (circa 50 pagine), che fa si che alcuni aspetti della trama siano solo accennati e non esplicitati, direi quasi lasciati all'intuito del lettore: dal motivo per cui i tre protagonisti si sentano in obbligo di intervenire (sono forse una sorta di cavalieri di ventura?) alle strane armi magiche che hanno (qual è la loro origine? Come le hanno avute?), ad altro ancora... probabilmente, approfondendo quanto c'è di solo accennato, ne sarebbe nato un vero e proprio romanzo molto più completo, ma ciò non toglie che anche così sia estremamente avvincente.
C'è anche da aggiungere che, a differenza di molti altri autori, Bianco ha un'ottima conoscenza della lingua italiana, a tutto vantaggio del romanzo che è scorrevolissimo.
Insomma, come opera prima è davvero valida, di certo da leggere!
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