Rosa nera di Roberto Caputo e Veronica Crippa, recensione e opinioni su questo libro
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ROSA NERA
di Roberto Caputo e Veronica Crippa


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    Genere: Gialli e polizieschi

    Trama:
    In una Milano fatta di prime alla Scala, di buona società, di cameriere con le crestine e cene di cuochi in affitto, Marco Rodolfi, un uomo segnato dalla vita ma soprattutto dal suo coinvolgimento nell'inchiesta Telecom, si è appena separato dalla moglie, una donna giovane, bella e opportunista, con la quale ha perso anche il suo status sociale. La via d'uscita è una nuova professione: un'agenzia investigativa. Ma un caso di tradimento in apparenza banale lo trascina in una spirale fatta di omicidi, amore e sesso. Un giallo con aspirazioni noir, che si tinge dei colori di una città patinata e trasgressiva, si inoltra nelle sue vie e nelle sue piazze, si immerge nelle sue contraddizioni e nei suoi volti segreti.

    Commento:
    Il giallo di Crippa e Caputo rientra nella serie "I luoghi del delitto" edito dalla Robin, serie che dedica particolare attenzione alle città dove si svolge la storia, illustrandone le caratteristiche ambientali e culturali, anche se stavolta tale aspetto appare un po' meno curato del solito.
    L'investigatore, Marco Rodolfi, è una figura abbastanza piacevole e discretamente caratterizzata, per quanto gli aspetti riferiti alla sua vita passata non sempre sono adeguatamente spiegati. La stessa cosa può dirsi degli altri personaggi, la cui descrizione si limita spesso solo a ciò che è strettamente necessario per lo svolgimento della trama, senza particolari approfondimenti. Il finale appare un po' forzato e il colpevole si scopre quasi per caso; inoltre, lungo lo srotolarsi della trama, mancano quasi del tutto quegli indizi che consentono al lettore di divertirsi con le ipotesi, prima di arrivare all'epilogo vero e proprio.
    Nonostante tutto ciò, il libro resta piacevole da leggere, interessante e scorrevole. Il merito va sicuramente allo stile di scrittura degli autori, che è avvincente e che riesce a dar ritmo e colore a una narrazione il cui difetto principale è, forse, la mancanza di approfondimento dei vari aspetti, dovuta magari alla brevità del romanzo (140 pagine). Con un centinaio di pagine in più, che avrebbero consentito una descrizione maggiormente curata di persone, luoghi e situazioni, il libro sarebbe stato davvero bello, perché presenta spunti interessanti e uno stile narrativo intrigante.
    (M.G.)


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