Serenata napulitana al Cabaret Voltaire di Carmine Lubrano, recensione e opinioni su questo libro
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Serenata napulitana al Cabaret Voltaire
di Carmine Lubrano


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    Genere: Poesia

    Trama:
    Serenata napulitana al Cabaret Voltaire. Amplessi d'inchiostro e un "VAFFANCULO blues" per Bondi Brambilla Brunetta...
    Amplessi d'inchiostro poesie d'amore tarantelle-poetry e maccarune ca' ricotta.
    Versi in amplesso coitus litterarium, scrittura come carne corpo sangue sperma e miele e merda e cemento lapillo vulcano solfatara...

    Commento:
    Serenata napulitana può esser definito in tanti modi, ma di certo non è un semplice libro di poesia. E' un pugno nello stomaco per ciò che l'autore, nei suoi versi, racconta, per come lo racconta, per le immagini ed i disegni che intervallano il testo.
    I versi di Lubrano sono diretti, duri, immediati, le sue parole hanno peso e forma, sono poesie in cui il sesso è sempre presente ed esplicito, senza giri di parole né censure. Che la prosa parli di politica, che sia dedicata a qualcuno (Fernanda Pivano, Carmelo Bene, ecc.) o che affronti temi diversi, il linguaggio è quasi sempre sessuale, piuttosto spinto e assolutamente diretto, senza fronzoli. Non sono poesie che lasciano intendere delicatamente il loro messaggio; sono poesie che lo urlano, a voce alta, senza paura.
    Un limite è forse rappresentato dall'uso della lingua: il dialetto napoletano è di certo caldo e riesce a trasmettere alcune emozioni con un'intensità che una frase in italiano magari non avrebbe, ma non sempre si riesce a capire ciò che l'autore dice, a seguirlo nelle sue evoluzioni linguistiche e recepire il senso della poesia, per un uso del dialetto troppo disinvolto e non sempre chiaro a tutti.
    (M.G.)


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