Generazione di perplessi di Roberto Saporito, recensione e opinioni su questo libro
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GENERAZIONE DI PERPLESSI
di Roberto Saporito


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    Genere: Narrativa

    Trama:
    I diciannove racconti di questo libro sono accomunati dalla rappresentazione di personaggi non totalmente preparati a vivere, 'perplessi' nei confronti delle certezze degli "altri": se questi non si pongono neppure il problema di come stiano vivendo, i protagonisti fanno della loro debolezza la forza con cui condurre un'esistenza più lucida e vincente. Nella narrazione emerge il tema del lavoro vissuto come una sorta di nemico, quello che si compie ma che non si vorrebbe compiere. In questo dissidio troviamo la figura dell'artista, con le sue idiosincrasie verso la cieca logica di mercato. Ai torti subiti dalla società, la 'generazione di perplessi' risponde con una sproporzionata e clamorosa violenza oppure non reagisce affatto, lasciandosi trascinare dallo scorrere degli eventi. Attingendo da vari stili letterari, dal minimalismo al postmoderno, i racconti creano uno stile unico e originale, una voce assolutamente riconoscibile nel panorama letterario italiano.

    Commento:
    Diciannove racconti per diciannove protagonisti che rappresentano, ciascuno a proprio modo, il malessere della società moderna.
    Quelle di Saporito sono storie essenziali, senza fronzoli eppure complete ed incisive, che esprimono in poche pagine tutto il disagio provato sulla propria pelle dai vari protagonisti.
    Il senso di frustrazione è avvertito con chiarezza anche dal lettore, mentre i personaggi a volte lo tollerano, non vedendo via d'uscita (o non avendo la forza di sceglierla, quella via), altre volte reagiscono in modo esasperato, al limite della follia.
    Gli eventi descritti sono di quelli che, fino a qualche anno fa, sconvolgevano l'opinione pubblica ma che purtroppo, da qualche tempo a questa parte, sono diventati quasi routine, tanto da non provocare più alcuna reazione: vite che si trascinano nell'anonimato per poi concludersi con improvvisi scoppi di violenza, uomini che tentano di cambiare i binari su cui scorrono i loro giorni con soluzioni estreme, mostrando squarci di un'esistenza insoddisfacente che sembra non avera alcuna possibilità di riscatto, alcuno sbocco.
    Che si parli dello stress che contraddistingue giornate vissute sempre di corsa o dell'invadenza dei mass media, che si rifletta sull'attuale situazione italiana del lavoro o delle pensioni, quel che appare è l'affresco amaro di una società disillusa, talmente stremata da subire passivamente anche gli eventi più assurdi, salvo poi reagire, senza alcun preavviso, in modo eccessivo, nel vano tentativo di liberarsi di un'esistenza senza futuro.
    Perfetta, in tale contesto, la citazione che l'autore fa di C. Palahniuk: Ma quand'è che il futuro è passato dall'essere una promessa a essere una minaccia?
    (M.G.)


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