Il fortepiano di Federico di Gabriele Formenti, recensione e opinioni su questo libro
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IL FORTEPIANO DI FEDERICO
di Gabriele Formenti


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    Genere: Romanzo storico/Giallo

    Trama:
    Sans-Souci, 1748. La quiete della corte di Federico II è improvvisamente interrotta da un misterioso omicidio: Christophe Braumsieger, copista reale, viene ritrovato morto nel suo studio. Anche l'Offerta Musicale, la composizione del grande Johann Sebastian Bach cui l'uomo stava lavorando per conto del Sovrano, è scomparsa. Spetterà a Carl Philipp Bach, musicista di corte e figlio prediletto di Johann Sebastian, condurre le indagini.
    Sulla scia di un secondo, inspiegabile omicidio, inizierà così un avventuroso viaggio alla ricerca della verità tra incantevoli città europee, musiche d'altri tempi, personaggi indimenticabili e strumenti musicali. Tra questi, protagonista assoluto sarà il fortepiano, prototipo settecentesco del pianoforte che si rivelerà fondamentale nella risoluzione dei delitti e dei misteri a essi connessi.

    Commento:
    Opera d'esordio di G. Formenti, musicologo e musicista, Il fortepiano di Federico trasmette, oltre che la sua approfondita conoscenza della musica, anche tutto l'amore dell'autore verso quest'arte, in un giallo atipico che ha luogo alla corte di Federico II.
    Il romanzo non è però un semplice giallo ed infatti la storia non è incentrata solo sulla risoluzione degli omicidi; sono invece la musica e il fortepiano (precursore del moderno pianoforte) il vero punto focale del romanzo che, tra spiegazioni tecniche ed esposizioni musicali, coinvolge il lettore trasportandolo in un mondo ormai distante nel tempo, dove la figura di Federico II, grande appassionato di musica, mecenate e compositore, assume uno spessore nuovo e più umano.
    Notevolissima è la costruzione della trama che presenta un intreccio fluido e per niente banale che si sposta dal presente (il 1748) agli eventi dell'anno precedente, mantenendo sempre un buon ritmo narrativo, coerente con lo svolgimento delle vicende e con un epilogo che non lascia punti oscuri.
    Formenti mescola sapientemente la passione per l'arte con l'ambientazione da romanzo giallo, l'amore e l'amicizia con l'avidità e l'invidia, ma soprattutto la fantasia con la realtà, dando vita ad un'opera piacevole e ricca di atmosfere affascinanti.
    Le brevi biografie presenti e gli aspetti storici della vicenda, ben esplicitati in una nota dell'autore a fine libro, rendono tutto l'insieme ancora più godibile e consentono, anche a chi non è un esperto nel campo, di inquadrare perfettamente le vicende descritte. Davvero un esordio notevole.
    (M.G.)


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