Il giardino delle Esperidi di Dianora Tinti, recensione e opinioni su questo libro
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IL GIARDINO DELLE ESPERIDI
di Dianora Tinti


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    Genere: Narrativa

    Trama:
    Egle, giornalista e unica discendente di un ricco e prestigioso casato di baroni siciliani, ritrova tra le carte di suo nonno una lettera e una ciocca di capelli che le aprono uno scenario nuovo e inimmaginabile sulla vita dell'uomo. Si mette quindi in cerca di indizi che svelino fatti nascosti riguardanti la famiglia. Questo la getterà in un vortice di avvenimenti che la travolgeranno, riportandola indietro nel tempo e trasformando la sua curiosità in una dolorosa ricerca di se stessa. Tra panorami mozzafiato e marine di incomparabile bellezza, Egle riuscirà infine ad accettare il proprio passato, a trovare l'amore e a vivere pienamente la propria esistenza.

    Commento:
    Fattasi notare già con Il pizzo dell'aspide, D. Tinti torna con una delicata storia d'amore che ha luogo tra Roma, Palermo e Marettimo (isola delle Egadi). L'amore rappresenta, però, solo un aspetto di questo libro, perché quello di Egle è, prima di tutto, un viaggio introspettivo, la ricerca di sé e di ciò che può davvero renderla felice, indipendentemente dai vincoli e dalle convenzioni sociali.
    Con lo stile narrativo elegante e delicato che ha contraddistinto anche la precedente opera, la trama prende forma, arricchita dalle splendide descrizioni naturalistiche e dagli approfondimenti storici e mitologici che sono parte integrante del romanzo. Molto bella l'alternanza temporale nelle vicende narrate. Il racconto della vita di Egle è, infatti, intervallato dalla descrizione di avvenimenti passati che regalano un bell'affresco della Sicilia di qualche anno fa, con la sua gente, le sue tradizioni, i suoi colori e profumi. Da ciò, nasce quasi spontaneo un confronto tra le due donne di generazioni diverse, ciascuna con il proprio modo di rapportarsi all'amore. Da una parte c'è Lucia, ormai anziana, che ha affrontato di tutto (anche il giudizio della gente) per quel sentimento che l'ha accompagnata per tutta la sua esistenza. Dall'altra si trova invece Egle, probabilmente spaventata dai cambiamenti e dall'improvvisa consapevolezza che le cose dentro di lei sono cambiate, che scopre come non sempre sia facile decidere quale strada seguire, assumendosene le relative responsabilità.
    Un romanzo intenso e toccante, che scorre via veloce accompagnato dal rumore del mare e dal profumo di salsedine, sensazioni che la splendida narrazione dell'autrice evoca con facilità.
    (M.G.)

    Della stessa autrice:
    Il pizzo dell'aspide


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