Kuore rosso di Siria Evangelista, recensione e opinioni su questo libro
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KUORE ROSSO
di Siria Evangelista




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    Genere: Narrativa

    Trama:
    Kuore Rosso parla di una storia vera, la malattia di una donna che si racconta, si confronta con il suo psicologo, il quale, grazie alle parole della paziente, rivive una giovanile storia d'amore non vissuta.

    Commento:
    Ispirato ad una storia vera, il romanzo della Evangelista vuol essere una sorta di inno alla vita, un messaggio di ottimismo che spinga a reagire, nonostante le avversità.
    La storia ruota intorno ad un diario che il dottor Micheli - lo psicologo protagonista del romanzo - riceve un pomeriggio, in modo anonimo, da parte di una donna appartenente al suo passato. Da queste pagine di ricordi l'uomo, solitario e chiuso in se stesso, sembra trovare la forza per riprendere in mano la propria vita e cercare di ridare un senso, che non sia solo il lavoro, alla quotidianità, così come sembra aver fatto la misteriosa narratrice.
    Nel romanzo sono presenti dei refusi e la trama, soprattutto nella parte iniziale, risulta un po' prevedibile e buonista; alcuni passaggi appaiono strani, sia per i contenuti, sia perché non sembrano avere una particolare attinenza con la storia. Personaggi e situazioni sono spesso delineati in modo vago, sembrano quasi solo accennati, lasciando quindi zone d'ombra e domande senza risposta.
    La parte migliore del romanzo è rappresentata probabilmente dal già citato diario che, nonostante a volte sembri una fredda e frettolosa telecronaca, racchiude però alcune pagine davvero toccanti, coinvolgenti. Interessanti risultano, inoltre, i colloqui che Micheli ha con la segretaria e che, insieme alla veloce carrellata di pazienti, si rivelano occasioni che l'autrice sfrutta per parlare, in modo semplice e chiaro, di alcune patologie e delle loro principali caratteristiche, fornendo informazioni utili senza appesantire la trama.
    Particolare il finale che non si presenta con il classico e banale lieto fine - che sarebbe stato, oggettivamente, poco credibile - ma un epilogo diverso, ugualmente positivo e, di certo, più realistico.
    (M.G.)


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