L'innocenza proibita di Roberto Boasso, recensione e opinioni su questo libro
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L'INNOCENZA PROIBITA
di Roberto Boasso



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    Genere: Narrativa

    Trama:
    L'Innocenza proibita è un esame di coscienza: è il libro sulla giovinezza che viene scritto a quarant'anni con occhi disincantati ma sognatori. Con l'unica differenza che è stato scritto a diciassette. La storia di Elena, la protagonista, verte principalmente sul tema filosoficamente attuale di come e se la trasgressività abbia ancora un significato per l'adolescente odierno: in una gioventù dove i costumi sono così liberi che droga e sessualità sanno più di consuetudine - o meglio, eventualità facilmente raggiungibile - che di ribellione; l'emarginazione è un fenomeno che forse riguarda ormai i pensieri più che i fatti. Una piccola storia di allucinazioni sospese tra adolescenza e giovinezza di una ragazza senza amici e senza genitori (il loro divorzio è implicito tra le righe) e che insegue la ricerca di una possibilità espressiva del sé. Una catastrofe psichica. Un viaggio all'interno dei pensieri di Elena, moderna Salomè che si muove sulle note dei Velvet Underground e che insegue la ricerca di esprimersi, di rivelare al mondo che si sente diversa. Scoprendo che la trasgressione...

    Commento:
    Per tutto il tempo necessario a leggere questo libro, la sensazione predominante che si prova è un profondo senso di solitudine che, pur pervadendo l'intero romanzo, si attenua un po' verso la parte conclusiva per riaffermarsi, quasi a sorpresa, nell'enigmatico epilogo.
    Forse le intenzioni di Boasso erano diverse e la sua Elena vuole essere il simbolo di un'anima alla continua ricerca di conferme, impegnata in lunghe riflessioni sul mondo e sulle persone che la circondano, nel tentativo di capire e capirsi ma, soprattutto, di distinguersi dalla massa, bisogno che sembra caratterizzare la giovane protagonista.
    Elena infatti, convinta di essere estremamente diversa, nel modo di pensare e sentire, da chiunque altro, tende a isolarsi e la sensazione di superiorità che sembra contraddistinguerla ne dà, alla fine, l'idea di una ragazza completamente sola, incapace di rapportarsi con coloro che la circondano e di far comprendere il proprio pensiero.
    Il romanzo è davvero ben scritto e l'autore dimostra una grande proprietà di linguaggio, con riflessioni interessanti e passaggi profondi anche se alcuni pensieri risultano un po' contorti e forse poco adatti a una diciassettenne.
    Nel complesso, si tratta di un romanzo intenso e introspettivo, con un epilogo aperto a diverse possibili conclusioni.
    (M.G.)


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