La divina ironia di Salvuccio Barravecchia, recensione e opinioni su questo libro
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LA DIVINA IRONIA
di Salvuccio Barravecchia


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    Genere: Narrativa

    Trama:
    Barravecchia, Baracuda, Squalo terrestre, ossia Salvuccio ve lo commento a colori perché il suo testo è cosi, variopinto, alcuni passi sembrano canzoni e sarebbe opportuno di cantarle così, ma non sapendolo fare affidiamo il compito ai colori. Quando descrive i personaggi compaiono invece ritratti di personaggi niente affatto immaginari, immaginosi piuttosto, ritratti di amici nostri comuni che ci divertono, insomma ci rallegrano, come quando s'incontra una persona dopo tanto tempo o si ritorna dopo molto tempo, e si è allegri (certo non è sempre), disposti a riconoscere che il tempo ha distillato un amore, un buon rosolio di casa. Questi ritratti hanno una gran bella qualità: sono in italiano ma hanno tutto il gusto del dialetto, con mia grande soddisfazione personale..., lo dico nella speranza di partecipare pure io a questa ironia. Squalo terrestre è un ragazzo che ha buon senso, preferisce ridere e sorridere, ed è capace di comunicare il suo umore: questo è un gran bel regalo, raro, che fa a tutti noi e spero anche fuori dai confini di questa piccola magnifica, esemplare, liberissima repubblica.

    Commento:
    Particolare e fuori dagli schemi è la prima cosa che viene da dire, quando si pensa al libro di Barravecchia, che cerca di fare dell'ironia il filo conduttore della sua storia.
    Ambientato in una galassia lontana, c'è un omino che vive di emozioni e creatività scrivendo racconti, che poi narra agli altri abitanti del pianeta: bruchi, tartarughe, squali terrestri, aquile vegetariane e tante altre particolari creature. Quella relativa al pianeta Terracrestas è quella che l'autore usa per affrontare, in modo originale e divertente, i problemi della società attuale, con le sue assurdità ed ipocrisie.
    La trama, la cui ambientazione spazia tra l'onirico ed il fiabesco, è spesso surreale, con eventi che, nonostante tutto, viene spontaneo paragonare a ciò che quotidianamente avviene nella nostrà realtà e con personaggi inconsueti che appare comunque facile associare a figure note, attuali o del passato.
    L'intreccio richiede un po' di tempo per essere apprezzato e coinvolgere pienamente perché, parlando di ben due universi distinti dal nostro (la galassia dell'omino e il pianeta Terracrestas) è necessario ambientarsi un attimo, prima di capire dove ci si trova, qual è il filo conduttore e dove Barravecchia voglia portare il lettore. Non sempre, infatti, il pensiero dell'autore arriva in modo netto e chiaro. Nonostante questo, La divina ironia, dopo un primo momento di smarrimento, coinvolge e fa rilettere, usando l'ironia per smorzare un po' i toni ma mantenendo, nonostante tutto, un alto grado di aderenza alla realtà attuale ed alle peculiarità che la caratterizzano.
    (M.G.)


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