Tango e gli altri di Francesco Guccini e Loriano Macchiavelli, recensione e opinioni su questo libro
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TANGO E GLI ALTRI. Romanzo di una raffica, anzi tre
di Francesco Guccini e Loriano Macchiavelli


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    Genere: Gialli e polizieschi

    Trama:
    Il partigiano Bob viene accusato di aver massacrato la famiglia di un fascista. Una strage che può alienare ai partigiani il favore della popolazione e così sono gli stessi compagni della brigata Garibaldi a fucilare Bob. Ma qualcosa non torna, e a far luce viene chiamato Benedetto Santovito, ex maresciallo dei carabinieri, reduce dalla Russia e ora partigiano di Giustizia e Libertà. L'escalation degli eventi bellici impedisce a Santovito di portare a termine un'indagine appena iniziata ma molti anni dopo, nel 1960, il passato bussa di nuovo alla porta e una lettera appassionata e struggente obbliga il maresciallo a ritornare sul caso.

    Commento:
    Una indagine su un vecchio delitto avvenuto ai tempi dell'ultima guerra, costringe il maresciallo Santovito a tornare in luoghi mai dimenticati per riprendere le fila di un lavoro lasciato incompiuto. Un interessante giallo pieno di colpi di scena, con tanti indizi regalati al lettore per indurlo a delle conclusioni che, con l'indizio successivo, risultano errate rimettendo in discussione tutti i ragionamenti precedenti.
    Ci si muove alternativamente fra la memoria di ciò che accadeva vent'anni prima, durante la lotta partigiana, e il presente (ambientato nel 1960); si rivedono i vecchi compagni di tante battaglie, i quali hanno ormai tutti una posizione: chi sindaco, chi avvocato, chi barista, ecc. L'incontro con queste persone fa tornare alla mente vecchi episodi di vita vissuta, descritti con grande passione, e ci si trova a far parte di questo gruppo di commilitoni che man mano si conoscono intimamente e per soprannome, come se si fosse vicini e coinvolti nelle loro difficoltà, come se si partecipasse attivamente ai loro turni di guardia e ai loro sacrifici nei nascondigli delle montagne emiliane. E sono proprio le montagne emiliane la seconda attrattiva di questo bel romanzo, con le descrizioni particolareggiate di una realtà rurale d'altri tempi: una cittadina a misura d'uomo dove tutti si conoscono e le giornate scorrono con un tempo senza misura, luoghi dove è importante essere e non apparire, luoghi dove si vive ancora bene e si dà importanza alle cose essenziali del quotidiano. Viene quasi voglia di individuare il posto per andare a trascorrerci una vacanza rilassante.
    Una conclusione assolutamente inaspettata giunge solo nelle ultime pagine e questo permette di non distogliere mai l'attenzione. Insomma un bel libro che non deluderà nessuno per i tanti aspetti interessanti.
    (C.N.)


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