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Immagine destrutturata
di Davide Angelo Salvatore

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    Casa Editrice: Pubblicazione indipendente - 87 pagine
    Disponibile in formato cartaceo e ebook




  • Genere: Poesia

    Trama:
    Nella sua terza silloge poetica l'autore affronta un intenso e travagliato viaggio interiore, che trascina il lettore in un vortice di dolcezza e follia, di romanticismo e caos. Musica, emozioni e colori si mescolano insieme creando immagini dal sapore onirico. Seguendo la lezione di Rimbaud, il poeta esegue quella "sregolatezza" di tutti i sensi che gli consente di giungere all'ignoto, rischiando però di rimanere imbrigliato nelle insidie della follia.
    - NOTIZIE SULL'AUTORE: Davide Angelo Salvatore è nato a Pescara nel 1984 e attualmente vive in Belgio. Ha pubblicato le raccolte di poesie "Sospiri dell'inquietudine" (Prospettiva Editrice, 2002) e "Parole sfumate" (Edizioni Il Foglio, 2003).

    Recensione:
    "Immagine destrutturata" di Davide Angelo Salvatore è una silloge in cui il giovane autore mostra la sua poetica, caratterizzata, a mio avviso, da una sorta di metaforica visionarietà. La poesia di Salvatore è semplice, netta. Esperienze e idee si rincorrono unendosi e disgiungendosi in una sorta di caleidoscopio. Nel corso della narrazione poetica, insieme a "sogno", una delle parole più frequenti è la parola "ombra" come se l'autore ponesse il suo dire in una zona rarefatta d'ombra, alla ricerca della giusta tonalità per esprimere con discrezione la sua visione del mondo, ma ombra porta con sé anche colori (viola in particolare) e luce che dà all'ombra la sua ragione di esistere.
    Salvatore dà alle parole capacità di descrivere la pienezza delle cose, la loro ombra e la loro luce, la loro vita e la loro morte e questo accade solo quando noi riusciamo a divenire un corpo unico con il luogo e l'istante dell'esistenza.
    Si evidenzia una sorta di riflessione filosofica e insieme psicanalitica che non dà vita a composizioni farcite di pensieri e di idee ma è orientata alla conoscenza di sé stessi, cosa che permette di destrutturare le visioni stereotipate del mondo, che sono quanto di più soffocante possa esistere per chi vuole scrivere poesia. La realtà appare come la cosa fondamentale, la più semplice, e per fare ciò passa attraverso una prova, quella di vivere il pensiero della propria epoca, cosa che, attraverso un accostamento forse un po' azzardato, Baudelaire sapeva bene e Leopardi ancora prima di lui.
    Un altro elemento che caratterizza la poetica di Salvatore è la rilevante componente dialogica che si esplicita praticamente in tutte le poesie; c'è spesso un "tu" verso il quale il poeta si sposta col pensiero e con la narrazione. Sicuramente, nel pensiero cosciente dell'autore vi sarà, a personificare quel "tu", una persona conosciuta, reale, magari amata, ma che metaforicamente, rappresenta l'anima, oppure un luogo, una donna, una condizione mentale, uno strumento nella mani del poeta, o ancora ciò che coloro che prenderanno in mano il suo libro e si avventureranno nella lettura dei suoi versi vogliono che sia.
    Vi sono anche versi in cui quasi appare un messaggio che richiama a un "gioire di morte" che è rappresentata, in quello spazio tra sogno e realtà, con il volto freddo di donna, il corpo androgino e lo sguardo nero che penetra oltre la superficie... e trasmette al lettore una sorta di silenzio, come condizione di possibilità di un linguaggio nuovo che rappresenti il mondo della vita scevro da ogni concettualizzazione e mistificazione prima della creazione poetica, silenzio che garantisce l'autenticità delle parole che sorgeranno.
    E' un trattenere il respiro prima dell'immersione, un lungo momento personale, individuale, l'attimo in cui il soggetto prende coscienza di sé stesso come essere vivente per poi gettarsi a capofitto nel mondo della vita, senza paura e senza finzioni.
    Sono poesie di inquietudine, ma anche di speranza aperta. Vi si affronta il problema dell'essere e del non essere, del senso e della mancanza di senso, in rapporto alla realtà del nostro tempo, l'inevitabile frammentazione dell'esistente non può essere ridotta a visione o verità unica è in grado di offrire solamente significati opachi, dualismi "insanabili" la cui unica guarigione possibile consiste solamente nella loro comprensione d'insieme, tollerando l'incertezza e procedendo senza mappe per portare alla luce le sottili affinità che legano la sfera del sogno a quella dell'attività poetica, dando per acquisita l'esistenza di differenze non da poco, la principale delle quali è che il sogno, a differenza della poesia, sfugge alla volontà e alla responsabilità del soggetto. Poesia e sogno sono essenzialmente e fondamentalmente linguaggio. Un linguaggio che parla per immagini: così fa il sogno (che le struttura in una storia dalla marcata discontinuità e illogicità), così fa più o meno la poesia.
    Si può a ragione dire che quella di Salvatore è una poesia scritta per coinvolgere il lettore, o addirittura per trascinarlo, data talvolta la forza dialogica, in un ascolto e una meditazione, assorta e visionaria, del mondo reale. I versi ben lavorati, sintatticamente e formalmente, hanno capacità evocativa, un uso prolungato di aggettivi, opportunamente incastonati, rende il testo simile alle immagini di un sogno che appare, dapprima, disordinato e senza senso, ma che poi, appena desti, dopo un primo momento oscillante, si agganciano alla mente razionale, mostrandoci il suo vero senso, una rielaborazione quasi esorcizzante di esperienze vissute. Sono molte le poesie che citerei, ma non è possibile per ovvi motivi.
    Consiglio di leggere il libro per intero, con calma, facendo pausa tra un componimento e l'altro, per avere il tempo di far depositare le suggestioni, come quelle di un sogno molto reale, che l'autore abilmente delinea.
    Una piccola nota per l'autore, non essendo il tipo di versificazione fondato sulla rima ma semmai su assonanze diffuse in tutto il testo poetico, eviterei completamente anche le pochissime facili rime che, raramente, si incontrano, rischiano di far perdere momentaneamente quota alla buona coerenza compositiva di cui la silloge può senz'altro vantarsi.
    Complimenti per l'opera Davide Angelo Salvatore, con l'augurio di nuovi slanci verso una crescente maturità poetica.
    (Luisa Debenedetti)



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