Drammi, speranze e sogni: echi dal carcere di Lorenza Salafia, recensione e opinioni su questo libro
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DRAMMI, SPERANZE E SOGNI: ECHI DAL CARCERE
di Lorenza Salafia


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    Genere: Saggi

    Trama:
    Scopi principali di questo lavoro sono, da un lato, il tentativo di far riscoprire la ricchezza e l'importanza derivanti dall'esperienza quando si tratta delle vicende umane e, dall'altro, ribadire il valore fondamentale della dignità dell'essere umano, in qualsiasi contesto egli si trovi a vivere, a partire da una delle realtà sociali in cui è più difficile ritrovarla, quella dell'istituzione penitenziaria per adulti.

    Commento:
    Cosa ne sappiamo davvero di come si svolge la vita nelle carceri? Come passano le ore e che concetto hanno del tempo i detenuti? Queste sono le domande a cui Lorenza Salafia ha cercato di dare una risposta.
    Dopo un tirocinio universitario presso la Casa Circondariale Augusta, dove sono detenuti esclusivamente uomini adulti, l'autrice ha scritto un resoconto, ampliandolo con nozioni giuridiche e storiche.
    Con precisione, ha descritto dapprima l'evoluzione dell'istituzione carceraria nel tempo, poi i tentativi di educazione e rieducazione all'interno della stessa e, per ultimo, ha riportato le voci dei detenuti sulla base di un lavoro svolto da Monica D'Onofrio e Flavia Pesetti di Radio Tre, che sono andate in giro per le carceri italiane a raccogliere le testimonianze dirette.
    Quello che soprende un po' è apprendere che chi è in carcere ha delle paure, soprattutto in relazione a ciò che li aspetterà una volta usciti: molto spesso non si sentono pronti, perché quello del carcere è, comunque, un ambiente protetto e quando si esce non è più così. La paura del dopo, molti la chiamano il "sacco nero"; in effetti, il detenuto esce con un sacco nero dell'immondizia che contiene qualche indumento e, una volta fuori, non sa dove andare e nessuno si occupa più di lui: "La principale paura è quella di perdere gli affetti fuori. La seconda paura è quella del futuro. Vuoi costruire delle basi qua dentro, ma hai sempre il timore di sbagliare strada".
    La Salafia ha saputo fare, in quasi 200 pagine, un sapiente excursus del mondo penitenziario e, soprattutto, della realtà emotiva dei carcerati.
    (B.G.)


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