Il club dei suicidi di Albert Borris, recensione e opinioni su questo libro
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IL CLUB DEI SUICIDI
di Albert Borris


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    Genere: Per ragazzi

    Trama:
    Sul sedile posteriore della macchina il timido protagonista Owen ripensa ai suoi sette tentativi di suicidio fallito. Così inizia "Crash in to me", un romanzo on the road, il viaggio strampalato della strana compagnia dei "Suicide Dogs", quattro teenagers legati da un patto di morte.
    Dopo essersi conosciuti in una chat per aspiranti suicidi, i ragazzi decidono di partire dal New Jersey e attraversare il paese in un pellegrinaggio che toccherà le tombe di alcune celebrità che si sono tolte la vita, dalla poetessa Anne Sexton, prima tappa a Boston, a Kurt Cobain, passando per Judy Garland, Ernest Hemingway e Hunter S. Thompson. Un rituale che dovrebbe preludere al loro stesso suicidio. Scenario drammatico per il traguardo: la Death Valley.

    Commento:
    Il club dei suicidi è la storia di un viaggio, il viaggio di quattro ragazzi con le loro storie, le diversità ed i problemi ma accomunati da uno stesso progetto: il suicido. Il loro intento è visitare le tombe di alcuni famosi suicidi ed arrivare alla Death Valley, ultima meta del viaggio, per tener fede al loro patto.
    Lo stile veloce, pulito e diretto, rende questo libro adatto non ad un semplice target di lettori - i ragazzi - ma ad un'ampia cerchia, facendo in modo che chiunque si avvicini al romanzo riesca a comprendere a fondo, velocemente, ogni personaggio, man mano che viene scoperto.
    Non esiste una vera suddivisione in capitoli, ma si intuisce chiaramente quando una parte del loro viaggio (e della loro vita) si chiude, grazie a dei flashback di chat precedenti al viaggio e ad alcune simpatiche classifiche che non sempre hanno a che fare col suicidio.
    La narrazione fatta in prima persona dal protagonista, attraverso pensieri, riflessioni e ricordi spesso poco piacevoli, riesce a suscitare nel lettore un amalgama di sentimenti che rendono il ragazzo quasi reale.
    Il tema è indubbiamente forte, eppure l'autore è riuscito a trattarlo in modo adeguato, mescolando momenti drammatici ad attimi di felicità, in modo sempre coerente con la trama.
    (D.D.B.)


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