Il librario di Régis de Sà Moreira, recensione e opinioni su questo libro
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IL LIBRAIO
di Régis de Sà Moreira


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    Genere: Narrativa

    Trama:
    A migliaia di chilometri dal luogo in cui vi trovate, in un paese, una città, una libreria come tante, vive un libraio un po' fuori dal comune. Si nutre solo di libri e tisane e, per non abbandonare i suoi libri, tiene aperta la libreria giorno e notte, sette giorni su sette. Si prende cura dei suoi clienti, in particolar modo di quelli che non hanno mai letto un libro, quelli che frugano tra gli scaffali alla ricerca di sé stessi, quelli che cercano risposte spinti da un interrogativo che li perseguita, e delle ragazze affette dalla sindrome da ultima pagina. Eppure il libraio non sa di essere speciale; pensa di essere come tutti gli altri, o almeno, come tutti gli altri librai.

    Commento:
    Assolutamente particolare e impossibile da classificare, Il libraio è uno di quei romanzi che divide i lettori a metà, che si ama o si odia, che può trasmettere tantissimo oppure nulla ma che, di certo, va letto col cuore e la mente aperti, dopo aver messo da parte la razionalità.
    Il libraio che de Sà Moreira ci presenta, vive di libri e tisane, all'interno della sua libreria che rimane aperta ventiquattro ore su ventiquattro perché lui "non sopporta l'idea che un cliente alla disperata ricerca di un libro, possa trovare la porta chiusa".
    Tra gli scaffali colmi di libri - ma a volte anche contenenti un solo, singolo volume - scorrono le sue giornate, scandite dai pudupudupudù della porta d'ingresso che segnala ogni nuovo visitatore. Arrivano le coppiette (odiate dal libraio) e i testimoni di Geova, i bambini e l'uomo maleducato, la gran dama e Jacques il Fatalista e, tra tante persone comuni, persino il Dalai Lama e Dio in persona fanno una puntatina a trovarlo.
    In brevi, e a volte folli, capitoli che mostrano squarci di un'umanità sempre diversa, spuntano qui e là anche sprazzi della vita del protagonista, disseminati tra un capitolo di filosofia e una poesia, tra una pagina strappata da spedire a fratelli o sorelle (unico mezzo di comunicazione con loro) e una tisana, dal gusto sempre diverso perché adattato all'occasione.
    Un libro originale e senza tempo.
    (M.G.)


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