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Dittatura finanziaria. Il piano segreto delle élite dietro la crisi economica per conquistare il potere
di Francesco Toscano

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    Casa Editrice: Uno Editori - 226 pagine
    Disponibile in formato cartaceo e ebook




  • Genere: Informazione

    Trama:
    L'opera intende offrire uno sguardo smaliziato sulla contemporaneità in grado di demistificare il racconto prevalente, che tende a ridurre la "crisi" a mero fatto ecomicistico quasi indipendente dalla volontà degli uomini.
    A tal fine il lettore verrà "investito" da una serie di approfondimenti che spazieranno dalla macroeconomia alla geopolitica, dalla sociologia alla antropologia, senza trascurare di fare cenno ad alcuni riferimenti "esoterici" in genere indigesti all'establishment presuntivamente illuminista che detiene il potere in tempi di globalizzazione decadente.
    Il libro tenta di riconoscere in controluce una linea di continuità che lega sotterraneamente l'epopea nazista classica a quella tecnocratica odierna, mettendo in evidenza il ruolo esercitato ieri come oggi da alcune "dottrine segrete" che influenzano l'agire di dinastie di industriali e finanzieri inerzialmente coordinati dentro una cabina di regia globale.
    Il primo capitolo individua gli elementi costitutivi del fenomeno studiato; il secondo analizza in particolare il caso della Grecia, nazione usata come "cavia da laboratorio" per gli esperimenti dei moderni alchimisti; il terzo spiega i pericoli che l'Europa è chiamata affrontare nel prossimo futuro, mentre in quarto indaga le cointeressenze che esistono fra i promotori del "terrorismo economico" in occidente e i registi del "terrorismo politico" in Medio Oriente.
    Il libro si chiude con un quinto capitolo che, dopo avere completato la diagnosi, si sforza di offrire possibili rimedi.

    Recensione:
    "Dittatura finanziaria - Il piano segreto delle élite per la conquista del potere" di Francesco Toscano, analizza in modo lucido le varie tappe storiografiche (con nomi, cognomi, date) della situazione che ci troviamo ad affrontare, con il fine di fornire la consapevolezza che "In quest'Europa dove il male è bene e il bene è il male tutto è possibile" (pag.85). L'Autore si sofferma sull'ideologia economica dei vari pensatori che hanno portato alla costituzione dell'Unione Europea e dell'Euro, dimostrando in termini non solo tecnici, e non soltanto storici, come tutto il costrutto sia chiaramente d'intenti anti-democratici e anti-sociali, finalizzati alla soppressione dell'ordine Democratico attraverso l'instaurazione di un nuovo ordine sociale autoritario, in cui il mercato diviene unico Dio e dove le varie entità Stato e Parlamento sono esautorate. Sono molti i temi trattati con aspetto tecnico ma perfettamente comprensibili grazie a una scrittura chiara, divulgativa, sagace e a tratti sarcastica.
    Vi sono citazioni ricorrenti di "1984" di Orwell, la cui visione della realtà è quanto mai attuale, inoltre vi sono riferimenti a "Petrolio" di Pier Paolo Pasolini, agli scritti di Gramsci e anche De Andrè trova spazio per rendere ancora più chiara la trattazione.
    Ho trovato molto interessante il saggio di Toscano, che individua una sorta di continuum tra il nazismo "storico" e quello che viene definito nazismo tecnocratico: entrambi si possono sintetizzare in odio nei confronti dell'Uomo.
    L'autore intende darci gli strumenti per capire il vero volto storico e ideologico dell'Unione Europea.
    Siamo ostaggi passivi e acritici di un sistema oligarchico che ci manipola, inculcandoci tramite i media, modelli stereotipati della realtà. Non vi è alcuna volontà di uscire dalla "crisi", il potere si nutre dell'impoverimento generalizzato della nostra società che ha imparato a conoscere e temere mostri come Spread, Debito pubblico, Quantitative Easing (tanto caro a Mario Draghi), Globalizzazione; è dunque in atto una guerra il cui campo è quello economico di cui anche il terrorismo è una componente rilevante. Il terrorismo è un modo violento, non inquadrato in relazioni civili e oneste, per cercare di imporre le idee con la forza, senza preoccuparsi di usare la violenza. E' un sistema concettualmente fascista. Il terrorismo non usa l'argomento della ragione, né la negoziazione, vuole solo imporre i suoi argomenti con la forza, l'intimidazione, il ricatto. Non rispetta le regole democratiche del gioco. Spesso è violento e giunge a giustificare l'omicidio. Il terrorismo politico è un terrorismo "leggero". Non usa la violenza cruda, ma non è disposto a spostarsi dai suoi postulati, e non accetta le regole democratiche del gioco politico.
    Mi sento di affermare, anche per la soddisfazione dell'autore, che questo libro ha contribuito a rafforzare la mia percezione del fatto che questo potere, sedicente "buono e puro", ha agito e agisce esso stesso da terrorista, ha protetto e protegge terroristi per convenienza, e non si risparmia nel perpetrare sistematiche rapine ai danni delle fasce più deboli della popolazione.
    Credo sia un libro che vada letto e meditato per prendere atto della metodica distorsione con cui le notizie ci sono (state) propinate dai media, un libro che ci fa vedere l'altra faccia della medaglia, quella che tengono ben nascosta e che nessuno vorrebbe sapere. Molto interessante, lo ripeto, e da leggere assolutamente per vederci un po' più chiaro su questi sistemi politici che ci dominano, che chiamiamo democratici ma che lasciano molto a desiderare perché corrotti e dominati da poteri economici ombra, sistemi di dominio perverso per cui potrebbe essere giustificata la "resistenza attiva", cambiare rotta e ripartire con una nuova generazione di uomini e donne basata sui valori. Ma siamo molto lontani da questo, siamo al punto, per dirla come nella citata "Bocca di Rosa" di De Andrè:
    "Ma le comari d'un paesino
    non brillano certo in iniziativa,
    le contromisure fino al quel punto
    si limitavano all'invettiva".

    (Luisa Debenedetti)



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