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Genere: Poliziesco

Trama:
A Posillipo non succede mai niente. Da quando Denis Carbone è stato sbattuto nel commissariato di quel quartiere di signori per un brutto affare di scommesse, il suo fiuto da segugio si è dovuto misurare al massimo con qualche topo d'appartamento. Ma una mattina d'agosto il corpo di Ester Fornario, ricca, disinibita e bellissima, viene trovato ai piedi della torre che domina la sua villa da copertina: dopo dieci anni d'inattività forzata, è per Denis l'occasione perfetta per placare la sete di giustizia che insieme al Macallan gli sta bruciando il fegato. Per la squadra Mobile, che minaccia di scippargli l'inchiesta, sarebbe fin troppo facile chiudere il caso incastrando uno degli amanti dell'ereditiera, ma la caccia privata dell'ispettore Carbone, tallonato nell'ombra da ambigui figuri, rischia di portare alla luce una verità molto diversa. Una verità che ai piani alti della questura di via Medina non piace neanche un po', e che a Denis potrebbe costare non solo il posto, come dieci anni prima, ma la vita stessa. Per chi come lui le regole non le ha mai seguite non sarà un problema mettere la soluzione delle indagini davanti a tutto il resto, ma stavolta scoprirà suo malgrado che il nemico non ha un solo volto e che la cosa più saggia da fare sarà tenere il dito ben fermo sul grilletto. Dal giallista più spregiudicato e originale della sua generazione, una nuova serie noir in cui il bene e il male si scambiano di posto in modo frenetico, sullo sfondo di una Napoli vibrante di rabbia e rimpianto, d'amore e malinconia.

Recensione:
Fragile è la notte si presenta inizialmente come una claustrofobica descrizione dell'alcolismo, problema che affligge il protagonista, l'ispettore Denis Carbone. Sicuramente l'autore ha scelto volutamente di evidenziare questa dipendenza per portare il proprio personaggio a toccare il fondo, in tutti i sensi, per poi far risorgere un nuovo eroe.
La storia è interessante dal punto di vista delle dinamiche investigative, con metodi poco ortodossi che spesso ricordano i telefilm americani anni '70.
Carbone ci appare come un collage di "Starsky e Hutch" con i loro informatori e le corse in macchina dei cugini Dukes di "Hazzard" alla guida della mitica "Generale Lee".
Però, capitolo dopo capitolo, la parola "Macallan" è fin troppo presente, quasi il lettore potrebbe sentirne l'odore da quanto sia marcato l'uso di questo whisky.
L'indagine vera e propria prende corpo nella seconda parte del libro mentre la prima è deputata a lasciere una piacevole suspense.
Ecco quindi che emergono gli indizi, il lettore è incuriosito, anche se talvolta certe scene risultano un po' surreali. Come ad esempio un'improvvisata rilevazione delle impronte digitali con un kit tenuto per le emergenze; oppure l'intervento su una ferita, cucendosi da solo i punti di sutura. Ma nonostante ciò risulta comunque credibile.
Il punto di forza di questo romanzo è sicuramente la scrittura scorrevole, con un lessico semplice, talvolta un po' spinto, ma perfetto per Denis Carbone che senz'altro con una camicia dal colletto inamidato, profumato e con scarpe lucide, non creerebbe lo stesso interesse nel lettore.
Consigliato a chi ama i polizieschi e a chi apprezza l'accostamento di una indagine criminale con una indagine interiore che aiuta per primo il nostro ispettore a liberarsi dei sui fantasmi.
(Stefania Secondi)



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