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Genere: Poesia

Trama:
Il Mio Caos in Versi, è un'opera, uno scritto poetico, scritto dall'autore sotto effetto di sostanze stupefacenti leggere a volte, di psicofarmaci, altre... E narra di un protagonista senza nome... forse lui stesso... sicuramente una parte di lui, entra in una situazione di Caos Mentale, che gli portano... diciamo... allucinazioni, paranoie, ansie, perplessità, senso dell'Orrore, Riflessioni, su Dio, Sull'Universo Stesso, quale Unico Vero Dio (secondo l'autore agnostico). Riflessioni sulla filosofia del Relativismo, ovvero dei punti di vista Relativi, con i quali rapportarsi alle cose. Riflessioni sulla Misantropia, sulla perdita di fiducia anche in certi istanti totale, della fiducia nel Genere umano. Riflessioni sulla Morte, quale... Grande Certezza di Vita prima o dopo. Riflessioni Poetiche sulla Metrica della Poesia e del Poema... Italiano. Scritto in Chiave - Nuovo Millennio... 2011...

Recensione:
E' difficile classificare questa raccolta, non si tratta di poesia e nemmeno di prosa.
Siamo di fronte a un fluire di pensieri, parole, immagini, narrate, enunciate con fretta e vigore.
L'opera è organizzata in quattro capitoli tematici, differenti per contenuti tra loro e introdotti dall'autore alla fine dell'ultima poesia di ogni parte.
Le scelte stilistiche e contenutistiche si muovono su due principali direttrici: il ritmo e le trame descritte.
Le frasi si susseguono rapidamente, quasi senza respiro, come se fossero dei rap; anche l'uso delle assonanze è orientato in quella direzione.
Ne consegue una musicalità chiara, evidente, che è la vera cifra dell'opera.
Dal punto di vista dei contenuti le immagini sono shockanti, forti. Volutamente Schivo sceglie tinte dure, ambientazioni lugubri, oscure e tetre.
I personaggi sono diavoli infernali, mostri e vittime, le loro azioni si svolgono in contesti lugubri e al limite dello splatter.
La componente teatrale dei componimenti emerge con irruenza rivelando la natura narratrice e mai contemplativa o celebrativa che il poeta dona ai propri scritti. Al netto dei difetti e dei limiti dell'autopubblicazione: impaginazione e caratteri non proprio curati e un paio di errori grafici non corretti, è un'opera curiosa e gradevole e Luca Schivo dimostra coraggio e molta fantasia.
Manca un po' di spessore artistico e la scelta di colpire chi legge con tale violenza, alla lunga può annoiare un po', anche perché non supportata da una tecnica linguistica e poetica adeguata.
E' comunque una raccolta da leggere e che si fa apprezzare.
(Paolo Tognola)



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