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L'immagine dell'artista nel mondo moderno
di Edoardo Zuccato

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    Casa Editrice: Marcos y Marcos - 268 pagine
    Disponibile in formato cartaceo




  • Genere: Saggio

    Trama:
    "Malgrado tutti gli ammonimenti novecenteschi in senso contrario, era prevedibile che in un'epoca come la nostra, in cui la distinzione fra vita pubblica e privata è venuta meno per via delle nuove tecnologie informatiche, il biografismo ritornasse al centro dell'interesse. In settori come il cinema o la televisione è così da sempre: la vita 'privata' dei protagonisti dei mass media è pienamente parte di quella fiction che è la loro carriera artistica, in cui ognuno interpreta se stesso oltre che una galleria di personaggi. Se mai per gli artisti e gli scrittori è stato davvero possibile esaminare le opere prescindendo dalla vita e dal contesto in cui sono state prodotte, oggi non è certamente così. Nel quadro della globalizzazione, la visibilità e la fama di un autore dipendono in misura sempre più ridotta da criteri estetici, di cui oggi meno che mai esiste una gerarchia condivisa, e sempre più dalla capacità di venire incontro alle aspettative del pubblico, incarnando certe immagini sedimentate di 'scrittore' e 'artista' che la società moderna ha reso possibili da duecento anni a questa parte. Questo volume esamina casi tratti dalle belle arti e dalla letteratura, ma il discorso è applicabile con gli opportuni adattamenti anche alle altre arti (l"artista' del titolo va inteso in senso estensivo come 'autore di opere con finalità estetica')". (Dall'Introduzione di Edoardo Zuccato)

    Recensione:
    Questo libro non deve essere una lettura casuale: compiace la curiosità del lettore con dettagli minuziosi (riportando anche brani di autori in lingua originale) e presuppone un ragionevole livello di conoscenza di fondo di storia dell'arte in generale e in particolare della letteratura.
    E' un'antologia di saggi di diversi esperti che illustrano, susseguendosi in una cronologia che parte dal Medioevo per giungere all'attuale periodo storico, l'evoluzione della figura dell'artista secondo la "sua" personale visione. Si parte dall'artista artigiano laborioso, genio solitario e si arriva al professionista accreditato. E' un enigma che continua nel tempo ma, poiché tutto è un enigma, la sua chiave è ancora un enigma.
    Vengono approfondite personalità quali Wordsworth, Byron, Eliot, Pound, Hugo, Dickens e figure di donne che hanno lottato per affermarsi come Aleramo, Negri, Deledda, Morante e la rivoluzionaria de Cespedes.
    Interessante la giusta considerazione che deve essere attribuita alla figura del traduttore, che è a sua volta un artista, non solo un ritrattista ma una figura di pari dignità rispetto all'autore, perché spesso un'opera viene maggiormente valorizzata dallo stile eccellente della traduzione.
    Mi permetto di rilevare che l'immagine finale dell'artista, che emerge dopo la lettura, è quella di un geniale professionista, egoista e originale che mette a disposizione del fruitore immagini, suoni, coreografie e presentazioni non standard, e quindi porta alla società qualcosa da scoprire proveniente da un altro mondo. Ma non è l'essenza dell'artista quella che viene messa in mostra, è ciò che l'artista vuole che appaia, perché in fondo, alla base di tutto, c'è il mercato. Se il paradigma artigianale precede l'emergere del capitalismo moderno, l'età dell'artigiano era l'età del mecenate con l'artista, in sostanza, nei panni di un dipendente feudale: i paradigmi del genio e del professionista erano fasi dello sforzo di adattarsi ad esso (il mecenate).
    Oggi l'imprenditorialità creativa sta generando la propria struttura istituzionale.
    E' mia impressione che "artista" come termine non abbia più un significato assoluto e non sarei sorpresa nel vederlo cedere davanti al suo primo significato più generico: creatore con la sua connessione a quella parola santa contemporanea, creativa.
    Quando le opere d'arte diventano materie prime e nient'altro, quando ogni sforzo diventa "creativo" e tutti "sono creativi", allora l'arte torna agli artigiani e agli artisti, una parola che, nella sua forma aggettivale è di nuovo popolare. Birre artigianali, poesie artigianali: qual è la differenza dopo tutto? Quindi l'arte come quella vecchia cosa d'élite potrebbe scomparire, a meno che non si ritenga, come me, che abbiamo bisogno di una nave per la nostra vita interiore che ha bisogno di qualcosa che sia colorato di divertimento, gioia, educazione, espressione della lotta interiore e della crescita, un grande strumento ideologico: amore e odio nelle sue varie forme.
    Non sono un'accademica e ritengo di non essere qualificata per giudicare la profondità o la qualità delle ricerche effettuate, solo leggo molto e trovo questo libro un'analisi culturale di ottimo livello.
    (Luisa Debenedetti)



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