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Genere: Giallo

Trama:
Venezia, agosto 1849. Un caso per lo sbirro Teodoro Valier. Da un anno Venezia resiste all'assedio degli austriaci, ma la disfatta è alle porte. La sente nell'aria l'ex sbirro della polizia asburgica Teodoro Valier, chiamato da Daniele Manin, l'uomo che regge le sorti della rivoluzione, a risolvere un caso di omicidio. Con la pioggia incessante di granate, la penuria di cibo e l'epidemia di colera che falcidia la popolazione, sembra quasi uno scherzo: quando non si sa nemmeno dove seppellire i cadaveri, uno in più che differenza può fare? Purtroppo la vittima è un valoroso combattente ostile a Manin, che qualcuno potrebbe additare come mandante del delitto, e dunque s'impone di scoprire quanto prima la verità.

Recensione:
La voce delle ombre è un giallo dallo stile classico scritto brillantemente.
Di sapore storico, è ambientato a Venezia nel 1849 durante l'assedio stretto dall'Austria. L'autore è davvero abile a ricreare quei giorni. Lo stremo di una popolazione ormai privata di tutto che si riflette negli sguardi vuoti delle donne e nei volti senza sorriso dei bambini. Il rumore delle palle di cannone e dei colpi di fucile, sinfonia di morte che accompagna ogni giornata.
E' questo lo sfondo sul quale si muovono i personaggi, intrecciandosi tra figure storiche e creazioni della fantasia.
Interessante il protagonista: uno "sbirro" che non ha saputo reinventarsi nella gendarmeria della repubblica, un uomo solo, ai margini, perfetto per svolgere un'indagine fuori dai canali ufficiali della quale non rimarrà traccia nei registri. Affiancato da un assistente recalcitrante che lo odia, dovrà sbrogliare una matassa intricata.
In tutto questo l'autore crea il suo giallo, il delitto che è soggetto principale della trama.
Perfetto il modo nel quale gli indizi vengono disseminati tra le pagine, ci sono tutti, messi lì in bella mostra, per il diletto del lettore che vuole mettersi in competizione con l'investigatore, ma non è cosa facile giungere alla soluzione, tutt'altro.
Una semplicità solo apparente frutto della bravura di Lanzotti, rende il suo libro intrigante, interessante anche storicamente, dotato di una scrittura fluida ed evocativa, che grazie alla narrazione in prima persona aumenta l'empatia verso il protagonista e l'immedesimazione con lo stesso.
Un vero giallo da oscar!
(Tatiana Vanini)



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