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La zattera in Duomo
di Chiara Giudici

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    Casa Editrice: 0111 Edizioni - 229 pagine
    Disponibile in formato cartaceo e ebook




  • Genere: Fantasy

    Trama:
    In una Milano popolata da personaggi grotteschi incontriamo l'irritabile, disperata, riccioluta Sofia, perennemente in lotta nel tentativo di arrivare a fine giornata facendosi meno male possibile tra vicini di casa alcolizzati, incendi dolosi, tradimenti, affascinanti nanerottoli, gelataie tossicomani, gruppi terroristici, gatti assatanati, spacciatori adolescenti, bambini cinesi depressi, tanta tanta pioggia e zombi. Alla fine non resterà che tentare la fuga.

    Recensione:
    La zattera in Duomo è un romanzo particolare.
    Definito di genere horror, si accosta molto di più ad un urban fantasy. E' vero che ci sono dei corpi morti che se ne vanno in giro per le strade, ma dopo la grande crisi che ha visti divorati i cervelli migliori dell'umanità e i politici, la vita è ripresa con incredibile indifferenza.
    Gli abitanti si sono abituati a questi non viventi e passano le giornate in una relativa normalità, tra lavoro, casa e uscite serali. Ogni tanto qualcuno viene mangiato, ma capita, è la nuova realtà.
    La protagonista Sofia è una donna che cerca di andare avanti tra lavori precari e i guai che combina. Un po' egoista e superficiale, incentrata su se stessa, viene descritta dall'autrice come un pochino "lagnosa", sola, con l'autostima sotto i piedi perché nemmeno gli zombie la degnano di attenzione. Seguendo le sue giornate scopriamo come si vive a Milano in questa nuova era.
    Il ritmo della narrazione passa dal tranquillo ad avere picchi di concitazione in alcuni episodi, fino ad arrivare, nelle ultime 40 pagine, a divenire avventuroso. Nell'insieme si rivela un romanzo interessante che tiene desta l'attenzione del lettore.
    La scrittura è fluida, chiara. Le scene descritte fioriscono facilmente nella mente insieme agli strani, caratteristici personaggi che la fantasia della Giudici ci regala, protagonisti di un mondo grottesco dove ai problemi della realtà odierna si aggiunge il piccolo dettaglio di evitare i corpi morti per non essere mangiati.
    L'impaginazione del romanzo dimostra una scelta ardita. Privo di capoversi, tranne quando ci sono cambi di scena o inizia un nuovo capitolo, presenta al lettore un muro fitto di parole. Una scelta più ariosa e uniformata alla maggioranza, avrebbe donato maggior respiro, senza togliere nulla, anzi, una spaziatura maggiore sarebbe stata più gradevole agli occhi.
    Un'autrice interessante che si presenta con questa prima opera curiosa e ben congegnata.
    (Tatiana Vanini)



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