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Genere: Gialli

Trama:
Un biglietto, ormai ingiallito, trovato in una vecchia camicia a quadri nel fondo di un armadio, riporta la memoria di Libera, la fioraia del Giambellino, all'episodio più doloroso della sua vita. Quella camicia è del marito, ucciso vent'anni prima senza che mai sia stato trovato il colpevole, e quel biglietto sembra scritto da una donna. Ma tanto tempo è passato: perché riaprire antiche ferite? Libera ha sempre cercato di dimenticare, piano piano ha messo su un'attività che funziona, se la cava abbastanza bene, altri uomini la sfiorano e la corteggiano. Eppure, quel buco nero della sua esistenza continua a visitare le sue notti insonni, tanto più che - ora lo vede bene - alcuni particolari, nell'archiviazione del caso, la convincono sempre meno. E così, dopo essersi improvvisata detective, nei romanzi precedenti, per risolvere i casi degli altri, questa volta Libera vuole trovare il coraggio per rivangare le vicende del suo passato. Con l'aiuto della madre, eccentrica insegnante di yoga dalla battuta facile e dai costumi spregiudicati, e di una giovane cronista di nera con un sesto senso per i misteri - e nonostante la vana opposizione della figlia poliziotta - Libera si spingerà dalla sua Milano fino in Calabria, per trovare una risposta alle domande che l'opprimono da vent'anni e per guardare in faccia l'amara verità. E per scoprire che forse il nemico si nasconde molto più vicino di quanto avesse mai immaginato.

Recensione:
Non si uccide per amore, un titolo significativo, una storia che intriga fin dalle primissime pagine, dai dettagli nella descrizione degli ambienti fino alle caratteristiche singolari dei personaggi, che creano un interesse sempre più forte nel lettore.
Non è necessario leggere il nome dell'autrice per accorgersi che la mano e la mente che hanno confezionato questo "dolce pasticcino" appartengono ad una donna, Rosa Teruzzi, capace di darci un assaggio anche dei suoi precedenti libri, e chi non li ha letti sentirà crescere il desiderio di andare a fare shopping per portarli a casa e divorarli.
La lettura risulta molto scorrevole grazie ad una padronanza del linguaggio estremamente dettagliata che permette di non perdere mai il filo.
I personaggi omaggiano la forza delle donne di qualsiasi età, verrebbe da pensare ad una strofa della canzone di Fiorella Mannoia "Siamo così, dolcemente complicate..." con un mistero da risolvere e una verità che aspetta di essere scoperta da parecchi anni. Sarà un biglietto trovato in una camicia a dare inizio ad un'indagine molto delicata dal punto di vista umano, visto che tocca in prima persona la stessa Libera, la quale riuscirà, con la sua preziosa lucidità, a far chiarezza su tutte le ombre del passato.
Consigliato a chi ama i gialli dall'innato buongusto e, perché no, con qualche simpatica battuta tra madre e figlia.
(Stefania Secondi)



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