Logo Libri e Recensioni

Iscriviti alla Newsletter per ricevere GRATIS i nostri aggiornamenti.


Da un guscio nasce un canto
di Esuvia Di Cicala

  • Trovi questo libro su Amazon.it
  • Trovi questo libro su Ibs.it
  • Trovi questo libro su Mondadoristore.it
  • Trovi questo libro su Libraccio.it
  • Trovi questo libro su laFeltrinelli.it

    Casa Editrice: Aletheia - 86 pagine
    Formati disponibili: cartaceo e ebook




  • Genere: Poesia

    Trama:
    La vita come un canto che rincorre le stagioni, un'armonia di parole che sembrano musica. Ecco una raccolta di poesie e pensieri, flussi di coscienza e frasi-gioiello, impreziosita da brevi racconti imperniati sul rapporto Io-mondo. Un testo che racchiude la vita vista attraverso gli occhi dell'autrice, il susseguirsi di giorni, stagioni, ricordi, momenti e sensazioni in una melodia accattivante ma delicata, scorci di quotidiano descritti e narrati col tocco delicato di chi vive l'esistenza e la traduce in poesia. Non solo un libro, ma un canto, lo stesso canto che vive dentro ognuno di noi. Una musica tra le pagine, adatta a chiunque abbia voglia di cercare se stesso e ritrovarsi tra le righe di un libro.

    Recensione:
    Esuvia di cicala, sotto questo pseudonimo si cela l'Autrice dell'opera "Da un guscio nasce un canto", un viaggio che ci porta dentro e fuori di noi, attraverso un percorso poetico che rende reali i sentimenti che si celano dentro al cuore.
    Sentimenti in cui noi stessi possiamo trovare colori che ci rappresentano, che ci accomunano all'Autrice, attimi di vita in cui tutti potremmo riconoscerci perché in fondo siamo tutti usciti da un "guscio" larvale per diventare quello che siamo (o pensiamo di essere).
    In tanti potranno dire di aver avuto gli stessi pensieri dell'Autrice, perché tutti crediamo, veniamo delusi, cadiamo e ci rialziamo: è proprio questa innata fragilità di un cuore esposto che ci avvicina. E la magia che nasce tra le pagine di questa silloge è luogo, perché i versi sono scritti da una persona empatica che ha animo da poetessa, capace dunque di sentire l'altro nella sua essenza.
    Sono poesie e prose riferite al vivere quotidiano e il ritratto, o per meglio dire l'autoritratto che ne esce è quello di una adolescente prima e di una donna poi, in una disputa d'anime ora in avanzamento ora ferme ma sempre sul bordo limaccioso di antiche cadute e presenti paure. C'è qualcosa che stenta ad uscire, infatti, e ove avviene è spesso nel segno di un'inceppata e non perfettamente compiuta gioia, una malinconia di fondo che non libera dall'equivoco forse di un mistero di sé tutto celato tra concrete disarmonie del mondo e personali, seppure involontarie, oscure e condizionanti diffidenze. Questo in un'appena accennata e certo non esaustiva sintesi, giacché la luce che comunque ne fuoriesce - e non è poca - è quella di un'esile figura molto legata agli affetti più cari (i nonni) e ricca per grazia e ricerca d'incanto che, nell'umiltà della voce, si cimenta in un canto in grado di ridare, nella verità dell'evocazione, un ritorno d'equilibrio nello smarrimento di adolescenziali certezze/incertezze. Formula lodevole e continua che ritroviamo nei testi riferiti alla prima parte "Dentro" che accompagnano fino ad imporsi nel prosieguo dai versi relativi al "Fuori" a quelli che investono i suoi rapporti "Fuori e Dentro" in cui il linguaggio poetico diventa prosa, poesia parlata. L'Autrice, che mi ha fatto ripassare un po' di biologia, come la cicala esce dal suo guscio e inizia a cantare al mondo: ne ha di cose da dire, tra intuizioni di memoria e franchezze quotidiane da cui non rifugge grazie a uno spirito che mai si svilisce in valori che non riconosce richiamandosi piuttosto a una cura e attenzione del mondo fatta di caparbietà e dolcezza, di consapevolezza e presa coscienza del grado di vita che anche il dettaglio sigilla nella comunione che ci comporta. Forza, fede e amore, non a caso ben coniugati alle capacità di osservazione e rappresentazione, per compassione e indicazione d'esempi.
    Ci troviamo di fronte a poesia garbata e di accento antico per consonanza e familiarità domestica col mondo intorno, tra memorie e piccole liturgie interiori mai sovrapposte al canto che le ispira. Soprattutto poesia onesta che non si serve dello strumento lirico per confondersi - e confondere - come nei tanti, troppi, vaniloqui che caratterizzano buona parte della nostra poesia. Ma che, piuttosto, la serve rammentandone l'incanto dello sguardo nella mitezza di una bellezza che ha il potere di scioglierci, e di risolverci se preservata, nel mistero infinito delle sue incarnazioni. Unità, dunque, che in questi versi è data da un profondo spirito e coscienza di gratitudine e perenne affidamento, nella consapevolezza di un sé compiuto ma sempre in divenire tra risonanze e complementarità d'accordi da curare e perseguire pur - e forse soprattutto - nella malinconica stretta dello scorrere della vita.
    (Luisa Debenedetti)

    Citazioni da questo libro:
    Casa di Nonna sono i pomeriggi ad ascoltare rapita le sue poesie, aneddoti o storie improvvisate, la sua grafia d'altri tempi, i suoi occhi malinconici ma profondi, le sue mani tremanti ma sicure.
    (Da "Casa di Nonna")

    Ho bisogno di me stessa.
    Ho bisogno di chiedere aiuto.
    Ho bisogno di chiedermi scusa.
    Non ho bisogno di essere compatita.
    (Da "Amarmi")

    La mia tavolozza è un'armonia di sfumature,
    combinazioni infinite che, diluite, creano mondi
    nuovi.
    (Da "Arcobaleno")

    Simbolo dell'equilibrio stabile, instabile o indifferente, le trottole sono metafore della vita, qualsiasi cosa succeda, ovunque essa ci porti. Che sia tornando nel punto iniziale, allontanandoci ancor di più o restando nella nostra nuova posizione, l'importante è mantenere il nostro equilibrio, senza mai cadere.
    (Da "Equilibrio instabile")



    POTREBBE INTERESSARTI ANCHE





    Il libro consigliato

    Il libro consigliato

    Iscriviti alla Newsletter...

    newsletter ...per ricevere ogni settimana le ultime novità dal nostro sito.

    Iscriviti qui!

    Cerchi un libro?

    Inserisci il titolo, parte del titolo o il nome dell'autore:



    Norme sulla privacy