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Come delfini tra pescecani.
Un'indagine per i Cinque di Monteverde

di François Morlupi

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    Casa Editrice: Salani - 416 pagine
    Formati disponibili: cartaceo e ebook




  • Genere: Gialli

    Trama:
    E' un ottimo poliziotto, il commissario Ansaldi, anche se da tempo immemore soffre di ipocondria e di attacchi d'ansia che rendono complicate anche le attività più semplici, nella vita come nel lavoro. Per fortuna il quartiere al quale è stato assegnato, Monteverde, è un'oasi di pace nel caos della capitale: un posto tranquillo, dove non succede mai niente. Forse è per questo che sotto il suo comando sono stati destinati altri quattro soggetti "particolari", come ad esempio Eugénie Loy, il suo braccio destro, che soffre di un disturbo antisociale della personalità che la rende apparentemente insensibile, una "portatrice sana di disperazione" come la definiscono i colleghi, che però riconoscono in lei ottime doti investigative. Sono così, i Cinque di Monteverde: uomini e donne alle prese con le loro debolezze, ma capaci, insieme, di trasformarle in forza. Un venerdì pomeriggio, un ultraottantenne vedovo e solitario viene trovato senza vita nel proprio appartamento, con un cappio al collo. Si direbbe un caso facile, il classico suicidio. Ma qualcosa non quadra ad Ansaldi e ai suoi, e quel piccolo dubbio si trasforma, nel volgere di pochi giorni, in un'indagine che turberà non solo la quiete di Monteverde ma anche le stanze della politica. Demolendo con sarcasmo graffiante lo stereotipo del poliziotto supereroe, Morlupi ha saputo dare un volto credibile a chi per mestiere affronta il crimine, alternando intuizioni fulminee a epiche figuracce.

    Recensione:
    Un giallo italiano fresco, brioso, dall'impianto classico e dalla trama impeccabile, dove il punto di forza sono i personaggi. "Come delfini tra pescecani" è un romanzo che instaura con immediatezza un rapporto genuino e schietto col lettore, uno scambio emozionale ed emozionante nel quale si sta benissimo.
    Dopo "Formule mortali" e "Il colbacco di Sofia", torna il commissario Ansaldi, pronto a trascinarci in una nuova misteriosa indagine.
    La scrittura di Morlupi è frizzante, scorrevole, piena di ritmo, con quella vena di umorismo romanesco trascinante, che è pura delizia.
    Straordinari, per umanità e l'empatia che suscitano, sono i personaggi principali, la squadra che è chiamata ad indagare su un caso di suicidio. Diversi tra loro, caratterizzati con cura e profondità, con punti di forza e difetti che sono anche meglio dei chiari pregi, tutta la squadra investigativa appare vera, riconoscibile, amici sinceri con il quale identificarsi ed instaurare un rapporto solido e duraturo. Sono colleghi, eppure il legame tra loro è forte come se fossero una famiglia. Si supportano nei momenti di stress, si guardano le spalle l'un l'altro, non solo sul lavoro, ma anche per quanto riguarda il benessere nella vita privata. Sono persone che hanno imparato a conoscersi, ad apprezzarsi e a fare fronte comune. Ansaldi, ansioso ed ipocondriaco, figura tenera ed avvolgente; Loy, fragile donna con una corazza impenetrabile, che non riesce a staccare la testa dal lavoro, segugio tenace e intuitivo; Di Chiara, appassionato tifoso romanista in cerca della donna da sposare, un po' smargiasso ma di gran cuore; Leoncini, positivo, gran lavoratore e capace di stemperare le tensioni con un sorriso; Alerami, l'ultima arrivata, con tanta voglia di imparare e di assorbire come una spugna dai colleghi più smaliziati. Sono tutte figure positive, nelle quali scoprire punti di contatto, facili da apprezzare. Ognuno è fondamentale, capace di dare apporto e slancio nel caso, perché solo lavorando insieme sotto una guida capace si ottengono grandi risultati.
    Seguirli nell'azione investigativa è semplice ed interessante. Il caso imbastito dall'autore avvince, incuriosisce e, mostrandosi sempre più complesso ed articolato, man mano che la lettura procede, dona a tutto il libro un ritmo sempre più intenso e in crescendo.
    "Come delfini tra pescecani" è uno di quei libri che, sebbene conti più di 400 pagine, non si vorrebbe finire. Si procede tra i capitoli spediti, appassionati dal mistero e dagli indizi che devono essere trovati ed interpretati correttamente, sostenuti da scene vivide, e dialoghi ben calibrati. Non si può fare a meno di sorridere in determinate scene, con il teatro di Roma sulla sfondo sempre presente, caratterizzante, che dà a tutta la storia un sapore di appartenenza.
    Nell'opera non mancano spunti di riflessione sulla società e sulla classe dirigente in particolare, come anche sullo sport, quel calcio imprenditoriale sempre più ricco, spregiudicato, usurante. Porta all'attenzione del lettore come ci ritroviamo a nuotare in un mare sempre più ricco di pescecani senza scrupoli, aggressivi, famelici, dove i pochi delfini superstiti rischiano di sparire, divorati. Eppure a volte la vita sorprende e l'esito dello scontro non è affatto scontato.
    "Come delfini tra pescecani" è la storia gialla di un legame forte e della vendetta; è la narrazione della vita che incontra la morte, dell'attenzione che supera l'individualismo.
    Perfettamente fruibile e comprensibile anche senza aver letto le opere precedenti, è un romanzo che consiglio, dove le belle pagine conclusive rappresentano un inno ai protagonisti, dove li vediamo fuori dal lavoro, nel privato, a mostrare ancora una volta le loro caratteristiche indoli, da delfini che fronteggiano i pescecani, senza paura, uniti.
    (Tatiana Vanini)

    Citazioni da questo libro:
    Magari l'esistenza fosse come l'idrogeno: semplice e leggera.

    A oggi, essere normali significa essere rivoluzionari. E' un'impresa eccezionale.

    Cominciare un'indagine d'omicidio era come aprire una porta che immette in una stanza buia. Chi poteva prevedere cosa si celava nelle tenebre?

    I peccati del passato indossano lunghi abiti.

    L'unico modo per vincere la morte è accettarla.



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