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E verrà un altro inverno
di Massimo Carlotto

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    Casa Editrice: Rizzoli - 240 pagine
    Formati disponibili: cartaceo e ebook




  • Genere: Giallo

    Trama:
    Bruno Manera e Federica Pesenti sembrano una coppia felice. Lui è un ricco cinquantenne, lei di anni ne ha trentacinque ed è l'erede di una dinastia di imprenditori della "valle", operoso distretto del Settentrione dove dominano i maggiorenti, l'élite dei capitani d'industria che ha costruito l'ordine del duro lavoro per tanti, del profitto per pochi e delle menzogne per tutti. Su insistenza di Federica, Bruno accetta di trasferirsi in paese, varcando la frontiera invisibile della provincia profonda. Ma quando Manera comincia a subire una serie di gravi atti intimidatori, la situazione precipita. Ad aiutarlo c'è solo Manlio Giavazzi, un vigilante dalla vita sfortunata, convinto che certe faccende vadano risolte tra paesani. Poi il caso gioca un tiro mancino e in una girandola di fulminanti colpi di scena scivoliamo nelle pieghe di un mondo marcio – il nostro – in cui l'amicizia è il vincolo di un'associazione a delinquere, l'amore una speculazione, il matrimonio un campo di battaglia, la solidarietà tra conterranei un patto d'omertà e la famiglia una connection criminale. Massimo Carlotto strappa la maschera a personaggi avvelenati dagli inganni delle loro doppie vite, perché l'avversario è chi ti dorme accanto e il nemico è colui di cui ti fidi. Nel segno della fatalità sovverte la logica del poliziesco, mostrando senza reticenze la ferocia inconfessabile della brava gente e inchiodandoci all'enigma che nessuna detection può risolvere: il mistero di chi siamo davvero.

    Recensione:
    "E verrà un altro inverno" ha tutte le carte in regola per essere un ottimo poliziesco: nel nuovo romanzo di Massimo Carlotto, infatti, tradimenti, estorsioni e ricatti si susseguono in un'escalation di colpi di scena che sembra non avere fine e che tiene il lettore incollato alla vicenda, pagina dopo pagina, fino alla fine. L'autore sceglie tuttavia di seguire un percorso che si discosta piuttosto nettamente dalla logica del poliziesco: anziché guidarci alla scoperta di indizi che possano farci ricomporre la trama degli eventi fino a svelare il mistero, la vicenda si svolge subito con chiarezza davanti ai nostri occhi, passaggio dopo passaggio, mettendo in luce in maniera originale la ferocia inconfessabile insita in ciascuno dei personaggi. Alla fine, accettando di farci condurre attraverso le varie storie che compongono questo intreccio molto ben congegnato (quella dei ricchi coniugi Bruno e Federica, che sulla carta avrebbero tutto per essere felici, ma che sono sin dall'inizio nel pieno di una crisi senza via d'uscita; quella dell'avido amante di lei, Stefano Clerici; quella della patetica e sfortunata guardia giurata Manlio Giavazzi e quella sin troppo comune dei cugini Robi e Michi, costretti a "lavoretti sporchi" per mantenere le famiglie in un momento di disoccupazione), si ha l'impressione di trovarsi davanti a una sorta di romanzo corale, in cui il vero personaggio principale risulta essere quella "valle" che conferisce senso alle relazioni che legano i vari personaggi. Una valle come tante ce ne sono del nord Italia, dove gli imprenditori sfruttano, lucrano e dispongono con disinvoltura dei beni e delle vite degli altri; una valle in cui l'eterna contrapposizione tra chi ha troppo, da sempre, e chi ha troppo poco resiste ad ogni tentativo di cambiamento. Una valle dove i "maggiorenti" non mettono in discussione i loro diritti acquisiti, anzi, pensano di meritare la gratitudine delle persone che sfruttano, perché senza le loro fabbriche e le loro imprese non avrebbero nemmeno quello straccio di lavoro che consente di tirare avanti.
    Ma cosa succede quando anche i poveri diavoli fanno propria l'idea che gli ostacoli al profitto e al tornaconto personale possono essere eliminati, in qualunque modo e a qualunque costo?
    L'autore tratteggia, con delicatezza e grande abilità, un quadro piuttosto realistico della società attuale: niente è come sembra, ovunque ci sono segreti e mezze verità, nessuno gioca del tutto pulito e quindi nessuno è del tutto innocente, specialmente in una comunità piccola dove tutti si conoscono o credono di conoscersi, e dove ciò che si sa dell'altro può essere usato per cercare di piegarlo alla nostra volontà.
    Cosa ho apprezzato di più? Da una parte il modo in cui l'autore mette in luce la sofferenza e l'insoddisfazione dei "cattivi", dall'altra il fatto che le donne di questa storia riescano tutto sommato ad avere l'ultima parola e a ribaltare i giochi, sottraendosi al destino che uomini inebriati dal potere avevano preparato per loro.
    Non dirò di più perché non voglio rubarvi il piacere di immergervi nella lettura di questo gradevolissimo romanzo. Comunque, menomale che i marron glacé già non mi piacevano...
    Cosa c'entra? Leggetelo, e lo scoprirete.
    (Cristina Quochi)

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