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Il passato di Lisa Krall
di Marisa Giaroli

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    Casa Editrice: Youcanprint - 288 pagine
    Formati disponibili: cartaceo e ebook




  • Genere: Narrativa

    Trama:
    Ci sono tanti modi per amare, per essere donna, per essere madre. Lisa Krall è una donna affascinante, ricca, decisa. Una donna che, dietro un'apparente sicurezza, nasconde segreti dolorosi e insicurezze. Fragilità sopite che si manifestano, in tutta la loro forza disarmante, quando sulla propria strada Lisa incontra Martino Taldi, pittore di talento e uomo dalla profonda sensibilità, che ben presto la coinvolge in una storia d'amore intensa e totalizzante. Una passione che, tuttavia, si scontra con il passato irrisolto della Krall, con i suoi fantasmi, con un'immagine pubblica da mantenere di fronte agli occhi della Milano-bene, dei pettegolezzi, del mondo dell'arte cui Martino, suo malgrado, appartiene. A volte la felicità si manifesta in modo insolito e serve tempo per comprenderla, per accettarla. Altre volte basta abbandonarsi a essa, fiduciosi. Altre volte ancora, prima di essere felici bisogna perdonare se stessi, convivere con quanto è accaduto, imparare ad amarsi, oltre che ad amare.

    Recensione:
    "Il passato di Lisa Krall" è un romanzo di Marisa Giaroli che odora di fragranze Coty perché la storia di Lisa e Martino è senza tempo, senza la caducità dell'effimero voler essere contemporanea ed ha come sfondo un'Italia che è quasi fuori e scardinata dal tempo, collocata in una ambientazione che solo apparentemente è riconducibile a qualcosa di noto, in una narrazione collocata al di fuori dei canoni consueti; il fatto che Lisa possa nascondere il ruolo che riveste nella società milanese e non solo, è impensabile nell'epoca attuale e l'Autrice dà pochi indizi per inquadrare nel tempo la vicenda.
    I due protagonisti si muovono in questo tempo indefinito, entrambi con un pezzo di passato offuscato che getta un'ombra sul presente nel suo divenire futuro.
    Il romanzo è comunque ricco di accurate descrizioni fatte di pennellate che, ben poco apparentemente, hanno a che fare con l'immediato, con la realtà circostante, ma che esprimono molto chiaramente quel che vogliono dire a colpo d'occhio, si risolvono e non continuano nella pennellata ma, restando impresse nella retina del lettore, quando questi vi si allontana procedendo sulle pagine, si uniscono ad altre linee, altri schizzi, regalando una visione d'insieme notevolmente affascinante.
    Il divenire spazio-temporale è senza esitazioni o sbavature, il disvelamento delle trame che avviene per mezze verità o rivelazioni impreviste, grazie all'intrecciarsi dei sentimenti e dei pensieri riesce a trattenere il lettore, reso avido di sapere dalla bellezza delle parole ma anche dal perfetto concatenarsi degli elementi.
    La caratteristica del tessuto narrativo è qualcosa di elegante, fragile ma anche piacevolmente un po' passato di moda, racconta con il garbo e la delicatezza che, ormai, sempre più spesso viene messo da parte per far posto alla faciloneria, alle cose urlate e buttate lì, di un rapporto complicato da un passato che non vuole rassegnarsi a scivolare via in silenzio e venire dimenticato, tutt'altro.
    E' notevole la precisione dell'Autrice nel mettere a nudo i pensieri più reconditi delle persone.
    Il passato dei due protagonisti viene pian piano alla luce, così come la difficoltà del loro rapporto, il perché resista, come sono trascorse e trascorrono le loro vite; il tutto è esposto con passione e tenacia costruendo gli scenari con sensazioni modellate, o rendendo visibili i moti interiori che increspano il racconto, sino a creare correnti ragguardevoli. L'equilibrio oscilla continuamente tra i due, chi è vittima chi carnefice, chi subisce o chi attacca, e l'epilogo mette finalmente tutto in chiaro.
    Il lettore, mentre legge, riflette, anche quando l'ha già terminato, perché questo è un libro che fa riflettere, i protagonisti, propongono argomenti profondi, impressionanti abissi e vette, dandone una lettura che trascina: possono essere i rapporti familiari di lunga data, così come il recente rapporto madre figlio, o la mancanza di genitori, o il mentirsi/non dirsi all'interno di una coppia. L'Autrice costruisce i personaggi partendo dai loro pensieri, dalle loro emozioni o esperienze, e lo fa in maniera mirabile, concreta, una scrittura priva di fronzoli, orpelli o facili scorciatoie, forte, tesse una trama che si fa sempre più fitta, sulla quale si intravedono le sagome dei personaggi riempirsi e caricarsi di tratti via via sempre più marcati, e nei quali ognuno può leggere quelli che sono tipici del nostro mondo: le sue contraddizioni, la vacuità dei rapporti, l'andare alla deriva per non voler guardare indietro e trovarvi una spiegazione.
    Le frasi che compongono questo bel romanzo sono dense, si ha la sensazione di una notevole ricchezza, perché l'Autrice riesce ad inanellare e collegare fra loro metafore, rende le cose impalpabili, visibili, mette davanti ai protagonisti i loro sentimenti facendoli diventare tangibili: è questa una peculiarità di questo romanzo. Il linguaggio è sempre legato ad una sua materialità tutta particolare, le sensazioni sono rese quasi palpabili e addirittura visibili dalla penna dell'Autrice. Il romanzo srotola così le sue pagine dense, grondanti sentimenti e situazioni, catturando il lettore con un linguaggio estremamente curato, mai lezioso o ad effetto, con frasi belle e ben costruite, la cui lettura è assai gradevole ed avvincente, senza sfiorare mai la banalità, anzi tenendosene ben alla larga. Il racconto fluisce ininterrotto, rende l'impressione di essere stati osservatori presenti che riescono a rivivere le sensazioni; è come se dentro le parole siano rimasti imprigionati odori, sapori, rumori e movimenti che rendono un quadro preciso di ciò che è accaduto nei cuori e nelle menti di Lisa e Martino. Sentiti complimenti e grazie a Marisa Giaroli per la lettura di questo bel romanzo, intenso, elegante ed emotivamente coinvolgente.
    (Luisa Debenedetti)

    Citazioni da questo libro:
    (...) si era trovato in un momento particolarmente creativo in cui le idee si rincorrevano e sovrapponevano nella sua mente. In quelle occasioni diventava urgente, quasi irrinunciabile tradurre in opere le idee che gli passavano per la mente, (...)

    Nonostante si sforzasse di ricordare le cose piacevoli che avevano vissuto insieme, l'immagine dominante rimaneva quella dell'abbandono. Lo aveva frodato. Il danno che gli aveva causato con il suo silenzio era invisibile ma era dentro di lui, perché esistono privazioni che non potranno mai essere colmate.

    Nella vita di ogni uomo c'è una regia la quale fa sì che anche le sventure possano diventare feconde.

    Ora quegli scatti mettevano a nudo la sua anima, le sue contraddizioni. Un insieme di emozioni, strazio, paura, rabbia, gioia si susseguirono in lei nei minuti successivi. Esiste un limite di sopportazione al dolore umano?



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