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Morte accidentale di un amministratore di condominio
di Giuseppina Torregrossa

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    Casa Editrice: Marsilio - 192 pagine
    Formati disponibili: cartaceo e ebook




  • Genere: Gialli

    Trama:
    Michele Noci è un anziano amministratore di condominio. Per vivere non ha mai avuto bisogno di lavorare, e tuttavia ha deciso di occuparsi dello stabile in cui risiede per proteggerlo dall'incuria dei suoi predecessori. L'edificio, costruito negli anni Settanta, è pretenzioso; all'epoca gli appartamenti erano stati acquistati da persone di potere, commercianti abbienti, ricchi professionisti, ma la recente crisi economica ha messo a dura prova le finanze di molti condomini, e la nomina di Michele come amministratore sembrava poter essere d'aiuto: certo, l'uomo era nervoso, senza alcun titolo di studio e un po' grossolano, ma finalmente qualcuno avrebbe garantito una gestione oculata, ché risparmiare sarebbe stato anche nel suo interesse. Le spese condominiali, tuttavia, non accennano a diminuire, ma nessuno ha il coraggio di chiedere spiegazioni. Nel nuovo melting pot di malattie dismetaboliche e intrighi amorosi che da alcuni anni anima il condominio, i rapporti interpersonali si fanno tesi: esplodono litigi, e i vicini – ormai perlopiù anziani e incattiviti – smettono di salutarsi, finché, alla vigilia di Natale, il cadavere dell'amministratore viene ritrovato riverso al piano terra di una delle palazzine. Sembra trattarsi di un incidente: l'ispettore Mario Fagioli detto il Gladiatore, chiamato sul posto, viene così invitato ad archiviare il caso come "morte accidentale". Incuriosito dalle donne intraviste sulla tromba delle scale – mogli devote, vedove agguerrite, amanti impenitenti – il poliziotto decide però di non volgere lo sguardo altrove, e inizia a fare domande, rendendosi presto conto di trovarsi di fronte a una situazione ben più complessa: rispolverati i ferri del proprio mestiere, a soli due anni dalla pensione, decide così di andare contro tutto e tutti, per scoprire cosa si celi dietro quella morte solo in apparenza fortuita.

    Recensione:
    Un romanzo piacevolissimo, dove il mistero si fonde con le particolari relazioni umane all'interno di un condomino, tra segreti che sono condivisi e amori che divengono odio. "Morte accidentale di un amministratore di condominio" è un giallo dinamico, scandito con precisione, in una dimensione comoda, grazie alla scrittura vicina ed amichevole dell'autrice.
    La penna di Giuseppina Torregrossa è scorrevole, brillante, irriverente con intelligenza, sarcastica con profondità, a tratti malinconica e dolcissima.
    Descrive con vivacità il particolare micro clima di un condominio, dove tutto è portato un po' al limite, esasperato ma con un fondo di verità, una sorta di piccola città dove tutti si conoscono e si fingono indifferenti, dove ci si impiccia degli affari degli altri mostrando superiorità.
    L'ispettore Fagioli, disilluso ed apatico, si ritrova un caso da chiudere in fretta, un semplice incidente. Eppure, nonostante il fastidio che il muoversi dalla sua scrivania gli procura, in lui qualcosa muta, la curiosità si risveglia, campanelli di dubbio suonano e l'istinto letargico sussulta di vitalità. "Morte accidentale di un amministratore di condominio" diviene per alcuni personaggi, in primis per il protagonista, un percorso, un riscatto, un ritorno alla vita.
    Il lettore viene intrigato dall'ambiente, stuzzicato da quei cenni discordanti che divengono indizi. Cosa è accaduto al morto? Nei capitoli ci addentiamo nella vita della vittima e dei suoi vicini, in un gradevole farsi i fatti degli altri che è divertimento letterario e spunto di riflessione. L'autrice gioca coi suoi personaggi, sfaccettati, centrati, bizzarri ed unici, ma in fondo spoglia la società del perbenismo e ne mostra i vizi e le ipocrisie. Si resta incantati e ci si perde nelle parole e, al contempo, sperimentiamo un aumento della consapevolezza sociale.
    Un dilemma morale viene sviluppato e lasciato, in fine, in eredità al lettore: la giustizia e la legge non sono la stessa cosa ed agire secondo verità è scomodo, non è lavoro per i pigri e per chi vuole restare tranquillo.
    "Morte accidentale di un amministratore di condomino" è un giallo godibile, una lettura snella ambientata sotto le feste, quindi se cercate un regalo per gli estimatori del genere, non lasciatevelo sfuggire.
    (Tatiana Vanini)

    Citazioni da questo libro:
    La morte è sempre brutta, quando poi avviene in solitudine è disperante.

    E' ondivaga la malinconia del sud, ma è costante la cupezza dei meridionali.

    La felicità non è uno stato interiore, è frutto delle circostanze.

    Indagare è un processo logico, ma raramente è la ragione a dare il primo impulso, semmai a farlo è più un'intuizione.

    Nei giorni di festa la gente si libera del vecchiume, anche se in realtà butta via quello che non vuole più ricordare.

    L'immaginazione conferisce verosimiglianza anche alle assurdità.

    In nome del denaro si rinuncia alla compassione.



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