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Genere: Narrativa

Trama:
A volte per fare un passo in avanti nel futuro serve farne due indietro verso il passato. Il protagonista di Nostalgia di futuro ha 53 anni, vive a Milano, ha una moglie, due figlie, è insegnante d'italiano in un prestigioso istituto, passa alcune serate con gli amici ed ha del tempo per coltivare le sue passioni. Tra queste una è caduta nel dimenticatoio: la scrittura. Ma una sera arriva l'illuminazione. E' tempo di rispolverare scritti giovanili, articoli, citazioni, di ricordare eventi accaduti nel proprio passato che hanno contribuito a forgiare la persona che è. In una divertente ed efficace ricostruzione di un puzzle pieno di pezzi di vita, dagli anni Settanta in avanti, dal Sud a Milano, dalla militanza politica all'impegno professionale, Teo Cavallo dà forma a un'opera multiforme, con salti continui tra presente e passato, un viaggio nella mente di un uomo desideroso di restituire al passato la sua dignità, senza rimanerne imprigionato, e di cogliere nei suoi frammenti quell'energia di un tempo necessaria per costruirsi un nuovo futuro…

Recensione:
Un breve scritto con un titolo che attira l'attenzione, incuriosisce e ci fa porre la prima domanda: come si può avere nostalgia di qualcosa che, essendo nel futuro, non è ancora avvenuta?
In più, osservando la cover, ci rendiamo conto di un'altra apparente contraddizione: nel titolo c'è la parola futuro, ma l'immagine riporta vecchie foto e tutto in color seppia.
A questo punto resta una sola possibile decisione, aprire il libro e scoprire quali sono le intenzioni dell'autore.
Teo Cavallo ha una scrittura elegante, raffinata, eppure capace di rivolgersi al lettore mentre parla di sé. Le sue sono parole private che si regalano a chiunque le legga, pensieri intimi che si rivelano, ricordi che si raccontano, esperienze che sono rimaste impresse su carta e tornano per farci riflettere con il protagonista/narratore.
Chi narra ha preso una decisione: una sera in solitudine di nascosto dalla famiglia. Quasi che questa intenzione sia qualcosa della quale vergognarsi. Si ritira nella sua stanza con un registratore e con la volontà di scrivere, sebbene a lui stesso non sia chiara la motivazione. Perché scrivere? Con quale scopo? Questo è il primo interrogativo nel quale incappiamo, una domanda che, a mio parere, troverà tantissima condivisione, perché molti appassionati lettori, ad un certo punto, sentono la spinta a scrivere, a diventare più strettamente parte di un'opera, non solo fruendola, ma creandola. Confrontarsi con la domanda "Perché voglio scrivere?" è conseguenza diretta della pulsione creativa. Ecco che un primo legame con i lettori è stretto.
Per trovare spunto o fondamento dal quale partire, il protagonista si accinge a rileggere ciò che ha scritto in passato, ed ecco che la narrazione parte in una serie di brevi capitoli che sono istantanee di momenti, passato che ritorna attraverso salti temporali, vita vissuta nella quale, inframezzati alla narrazione, entrano righe di riflessione e interrogazione.
Chi scrive si pone domande e chi legge fa altrettanto, istintivamente cerca le risposte alle domande che si trova davanti. Vede se stesso in alcuni passaggi raccontati, raffronta le sue esperienze con quelle nelle pagine.
"Nostalgia del futuro" è un'opera introspettiva, dal ritmo meditativo, che spazia su vari temi, da quelli più quotidiani ad altri di più alto respiro e importanza, perché è un racconto di anni, di esperienze fatte e adesso rivisitate, alle quali è possibile dare un'interpretazione più matura. I capitoli hanno ritmi diversi, alcuni si prestano ad una lettura più lenta ed attenta, in altri troviamo ironia, oppure un coinvolgimento maggiore che porta una marcia in più.
Man mano l'intento del titolo si svela e, quando ormai appare chiaro del tutto, è un'epifania. La nostalgia del futuro esiste, è possibile, ed è un concetto che personalmente trovo dolce, amaro, struggente e bellissimo.
Cavallo ci conduce in un viaggio circolare, tenendoci per mano, con sicurezza e delicatezza. In un cerchio letterario che inizia con una poesia e con una poesia si chiude. "Nostalgia di futuro" è uno scritto da scoprire.
Non lettura d'evasione, ma opera di riflessione, piacerà ad un pubblico che da un libro chiede di più: di essere coinvolto, istruito, affascinato e sorpreso.
(Tatiana Vanini)

Citazioni da questo libro:
Organizzarsi per creare la solitudine, il silenzio o il buio, il fango e la polvere, il prima e il dopo, il bianco e il nero. Le condizioni dello scrittore, insomma.

Il tempo non si poteva toccare, ma farlo aspettare sì.

Cambiare città è come tornare a nascere. Senza necessariamente essere morti prima.

Non ci può essere nostalgia che del futuro, e fa rumore. Nel buio.



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