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Viaggio fra i silenzi e le voci delle quattro stagioni
di Pietro Agostino Masotti

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    Casa Editrice: Pubblicazione indipendente - 154 pagine
    Formati disponibili: cartaceo




  • Genere: Poesia

    Trama:
    Si tratta di una raccolta di poesie, pensieri e aforismi, nati dall'ascolto dei silenzi e delle voci dei paesaggi e della natura, che raccontano il conforto, il piacere e la serenità che si possa trovare "frequentandoli". Le emozioni espresse, nascono dall'ascolto ed evocano sensazioni visive, uditive e olfattive, lasciando all'immaginazione del lettore il compito ed il privilegio di viverle dentro di sé.

    Recensione:
    "Viaggio tra i silenzi e le voci delle quattro stagioni", è una raccolta di poesie e riflessioni di Pietro Masotti delle quali dire che hanno come tela di fondo la montagna, rischia di banalizzarne il contenuto se non si declina fino in fondo lo spessore di questo legame essenziale.
    Non basta osservare che l'Autore conosce la montagna, i suoi sentieri, che chiama per nome le cime, che la flora montana non ha segreti per lui, che conosce il linguaggio dei suoi alberi, ascolta e capisce il richiamo del vento, non basta nemmeno commuoversi quando ammira il "fragile miracolo / che durerà solo qualche giorno" di una farfalla azzurra.
    La montagna fa di più, impregna la visione del mondo di Pietro Masotti, della sua duplice dimensione: sovrana ma non distante, possente ma non impassibile, sublime ma non irraggiungibile, luogo "dove tutto cambia dimensione, / il cammino rallenta; la mente respira, si acquieta / e si abbandona fiduciosa alla natura,(...)".
    Questa unione di grandezza e debolezza, bellezza e impassibilità, vicinanza e lontananza, penetra nell'animo del poeta, contamina il suo sguardo, tinge la sua vita del colore degli opposti, le infonde il senso dell'incertezza e insieme dell'essenzialità dei contrari.
    Non c'è forza che non serbi in sé il proprio contrario. La convivenza dei contrari è percepita come una legge di natura con i suoi cicli biologici che alternano le stagioni, oppure come una festa mobile, quella della "pura e morbida energia / che scorre leggera e luminosa" del Ticino, il fiume azzurro, alla quale la montagna risponde impassibile "lontano dal tumulto del mondo"; ora come un antagonismo, tra il monte e la conca, due estremi indissociabili che ci guidano nel labirinto della vita a scoprire che in fondo essa stessa, la vita, è tessuta di divergenze: il mistero interiore è una matassa di forze antagoniste come quei gomitoli aggrovigliati difficili da dipanare, tanti fili d'Arianna che guidano il Poeta nel tempo.
    Il tempo è un tema ricorrente nelle poesie di Masotti, passato e presente si affacciano spesso tra nostalgia e meraviglia, ma è rallentato e sovrastato dal silenzio "rumoroso d'amore" della Natura.
    Il Poeta non rinuncia alla dolcezza, nemmeno quando lo sguardo lucido gli ha aperto gli occhi sull'indifferenza del mondo. Ed è alle montagne che si rivolge, chiamandole per nome, come ci si rivolge a vecchi amici, con un appello al riconoscimento, ad una complice solidarietà, come a ricordare loro un legame segreto, di vecchia data. Ciò che all'escursionista ordinario può sembrare semplicemente il segno di una buona conoscenza topografica, nell'animo di Pietro è un appello profondo a conoscere e riconoscere la bellezza, una bellezza sovrana, con la quale si comunica con la semplicità delle emozioni.
    Allora non resta che vivere la lettura dei versi desiderosi di trovare la strada della dolcezza, dove l'uomo si misura con l'uomo e può appagare il suo desiderio di amare: la memoria e la poesia sono le vie maestre che diventano le vie della montagna dove chi cammina sui sentieri è lontano dal misurarsi con l'universo ma tende a tornare ad una dimensione più mite dell'umanità, più modesta e più godibile, dove il tempo non si misura più all'eternità ma alla capacità di leggere il messaggio della natura.
    Lo stile è semplice ma non banale, in quanto anche le scene che più sovente rievochiamo in associazione non sono statiche ma acquistano vitalità all'interno dei versi e la disposizione del testo centrato dà un senso di "accoglienza a braccia aperte"; proprio per questo, sono in grado di emozionare il lettore, di ricondurre alla sua memoria frammenti di ricordi perduti legati a luoghi realmente visitati e diventati parte dell'anima.
    Inoltre traspare sempre un elemento autobiografico importante, legato al passato in modo a volte commovente.
    I temi di queste poesie sono, infatti, piuttosto vasti, poiché non si tratta di descrizioni fini a se stesse ma di piccole, preziose rappresentazioni della vita attraverso parole scevre di inutili orpelli e di toni altisonanti.
    Una lettura consigliabile a tutti i lettori, grazie alla ricchezza degli spunti che offre e che ciascuno può sentire vicini a sé.
    (Luisa Debenedetti)

    Citazioni da questo libro:
    "Le vostre tinte compongono pitture viventi,
    (...)
    quadri perfetti, che raccontano di piacevoli ricordi
    del tempo trascorso."
    (da Fiori di campo)

    "D'improvviso lo sguardo diventa trasparente
    come quello dei vecchi e dei bambini
    e la necessità di non avere fretta
    e di non perdere tempo
    dà un senso a ciò che accade."
    (da Sguardo)

    "Immerso nella quiete, mi fermo in silenzio,
    ad ascoltare il trascorrere dei minuti,
    cercando di percepire i movimenti dell'esistenza."
    (da Paesaggio di marzo)

    "Mi trovo in uno spazio di tempo, senza tempo!
    Nella pace del crepuscolo,
    tutti i colori si mescolano e si fondono.
    Sole e luna, ombra e luce, spirito e materia
    danno il benvenuto ad una giovane notte di febbraio."
    (da Febbraio)



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