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Genere: Thriller

Trama:
Chi si cela dietro "Anonimo assassino"? Chi è effettivamente Dylan Rock!? Esiste veramente o è solo il frutto della fantasia letteraria dell'autore? In questa storia ci sono avvenimenti alquanto scomodi che si rifanno a fatti realmente awenuti: omicidi, episodi di cronaca nera, casi giudiziari tutt'ora irrisolti, riferimenti a personaggi politici e non solo camuffati ad arte, in modo tale da ingarbugliare le cose, cosicché non possiate scoprire la sua vera identità. I protagonisti hanno tutti un passato inquietante. Sono persone piene di difetti, ma anche di pregi e di valori. Odio, amore, rabbia, felicità, dolore, violenza, humor e un pizzico di sesso bello piccante fanno parte del loro background. Dylan Rock lancia una vera e propria sfida al lettore. Nelle pagine del libro, infatti, come sulla scena di un delitto, lascia alcuni indizi riconducibili a lui. Tocca agli inquirenti preposti e a voi lettori scoprire chi sia, anche se le probabilità che ci riusciate sono infinitesimali

Recensione:
Un thriller che subito, dalla prefazione che è una lettera all'editore, ci mette di fronte al primo enigma: chi è l'autore di questo libro? Si sta prendendo gioco di noi oppure, come in quel famoso detto, scherzando scherzando sta dicendo la verità?
Ipotesi inquietante che invoglia ad addentrarsi nel suo scritto.
La scrittura ci colpisce da subito. Fluida, scorrevole, ci sussurra avvenimenti forti, che urlano e impattano con lo stomaco, perché non è possibile rimanere indifferenti al dolore, alla disperazione, alla morte che incontriamo.
Crimini raccontati che possono scatenare echi di ricordi nella mente di chi legge, ma eravamo stati avvertiti che i fatti romanzati, con nomi e località diverse, erano presi dalla cronaca, realmente avvenuti da qualche parte in Italia.
Il linguaggio è duro, spietato, e la violenza non manca in questo libro che tratta di assassini e di vittime, di chi finisce la sua corsa e di chi resta a raccogliere i cocci, nel tentativo di dare un senso ad una vita che si è fermata insieme al battito del cuore della persona amata. Eppure, in questo stile che se vogliamo categorizzarlo appartiene all'hard boiled, troviamo tanta profondità e sentimento, una creazione dei personaggi che ci permette di entrare nelle loro menti, nel loro sentire, di comprendere, se non giustificare, il loro agire.
Ma davvero non possiamo giustificarli? La giustizia terrena è imperfetta, ed "Anonimo assassino" non si limita a ricordarlo, lo mostra, lo sbatte in faccia. Sprezzanti dei congiunti, assassini vengono rimessi in libertà per errori nelle indagini, vizi di forma, e se non si può contare sulla sicurezza della pena cosa resta a chi piange su una tomba? L'oblio della distruzione per raggiungere al più presto chi non è più, in qualunque dimensione si trovi, oppure la vendetta. Occhio per occhio, morte per morte. Ecco quindi che i protagonisti diventano giudici, giurie e boia. Piani, appostamenti, esecuzioni. Il ritmo è serrato e le pagine si girano con voracità, con la tensione palpabile, con la suspense e il dubbio di non sapere cosa accadrà.
"Anonimo assassino", un thriller nel quale sentirete la voce di Dylan Rock, chiunque egli sia, uno scrittore creativo, oppure un vendicatore divenuto assassino... A voi la risposta.
(Tatiana Vanini)



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