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Gli occhi invisibili del destino
di Silvia Casini

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    Casa Editrice: Golem Edizioni - 301 pagine
    Formati disponibili: cartaceo e ebook




  • Genere: Mistery

    Trama:
    Eilis Rush ha occhi molto particolari: verdi, striati di grigio, giallo e blu notte, ma soprattutto nascondono un segreto. Lei è una giovane studentessa diciassettenne che, dopo un incidente automobilistico, dove i suoi genitori hanno perso la vita, dall'America è venuta a vivere a Roma. Va a stare da sua zia Clara che gestisce il negozio esoterico "Filincanto". Eilis ha un'amnesia parziale a causa del trauma subito e non riesce a ricordare molti dettagli del suo passato, in compenso ha strane e inquietanti percezioni, così sua zia la porta da uno psichiatra. In sala d'attesa, Eilis legge su un giornale che a piazza Barberini, nella fontana del Tritone, è stato rinvenuto il cadavere di una donna. Inizia così una strana e straordinaria avventura che la vede collaborare con Luca Marra, giovane poliziotto, per scoprire cosa si cela dietro una misteriosa serie di delitti dalle connotazioni esoteriche e, al tempo stesso, conoscere la verità sulla propria storia, sulla morte dei suoi genitori, sulle sue strane visioni e, magari, scoprire l'amore.

    Recensione:
    Una lettura fantastica, nel vero senso della parola. Fantastica per i rimandi al soprannaturale, dettagliati, talmente vividi da risultare quasi percettibili, che ricorrono dall'inizio sino alla fine. Fantastica per l'architettura, lo sviluppo e l'esposizione della trama, originale, avvincente, carica di mistero, ricca di colpi di scena e caratterizzata da una grande abbondanza e varietà di emozioni. Fantastica per la descrizione dei personaggi, pennellati accuratamente e vivacemente, alcuni dei quali risultano singolari, per non dire eccentrici. Fantastica perché l'ordito letterario è composto da elementi fantasy-mistery e noir, con l'aggiunta di una timida ed un po' impacciata, ma profonda, love story, brevi notazioni umoristiche che alleggeriscono il percorso letterario ed un finale che potrebbe degnamente ospitare Agatha Christie. Fantastica perché l'autrice ha saputo introdurre con grande sapienza in una storia dalle tinte decisamente fosche alcuni stralci del diario della giovanissima protagonista che, pur nella drammaticità dei loro contenuti, sono poesia pura. Fantastica per la visitazione dei meandri della mente umana e dei suoi insospettabili contenuti, riposti in cassetti profondi e resi inaccessibili ai più dalla costante pressione che gli elementi della realtà esercitano freneticamente sui cinque sensi, deputati a cogliere ed analizzare attivamente il contingente onde garantire la preservazione e la funzionalità del corpo fisico. Trecentoquattro pagine divorate con la velocità del fulmine sotto la spinta di una inarrestabile curiosità tesa a scoprire un mistero insondabile, che induce il lettore a formulare una moltitudine di congetture ed è pienamente svelato solo negli ultimi capitoli. Una curiosità che mi ha persino istigata a compiere ricerche collaterali sulla natura e la formazione del maleficio, in seguito alle quali mi sento in dovere di complimentarmi con Silvia Casini per la precisione con la quale ha saputo connotare il fenomeno in letteratura. L'aspetto che mi ha coinvolta maggiormente nel corso della lettura è costituito dalla ricchezza emotiva di questa narrazione. Dalle premesse fatte, credo sia evidente che questo racconto è di per sé in grado di suscitare suspense, pathos, inquietudine ed eccitazione nel lettore, ma secondo me ancor più estasiante è la disamina delle emozioni vissute e sperimentate da alcuni dei personaggi che lo popolano, un vero e proprio viaggio compiuto all'interno delle loro anime ed impresso nella vicenda, riportato con parole profonde, sensibili, coinvolgenti. Degno compimento di ciò che l'autrice anticipa nella premessa: "ciò che ci rende unici è l'anima".
    La parte descrittiva che accompagna la struttura principale della trama è interessante, accurata, dipinta con toni molto coinvolgenti dal punto di vista emotivo e tratteggiata a volte con la leggerezza di un poema, a volte con minuziosa puntigliosità, laddove è destinata, ad esempio, a sottendere un indizio o un riferimento chiave, destinato a rivelarsi importante nel prosieguo del racconto.
    Lo stile dell'autrice è squisito, piacevolissimo da leggere, assolutamente garbato, a tratti sensibilmente metaforico, poetico. La narrazione ingloba la descrizione di macabri rituali di magia nera, che Silva Casini ha saputo descrivere con dovizia di particolari, ma senza mai offendere la sensibilità del lettore con passaggi urtanti o truculenti.
    La lettura procede con un ritmo incalzante, destinato ad aumentare progressivamente, capitolo dopo capitolo, soprattutto nel finale, che risulta a tutti gli effetti spasmodico.
    Opera letteraria consigliatissima a tutti coloro che non si irrigidiscono di fronte all'idea di spalancare i loro occhi al di là della realtà percepita dai cinque sensi, che si rendono disponibili a percorrere i sentieri dell'anima lasciandosi coinvolgere dalle emozioni e che sono pronti a non stupirsi delle potenzialità recondite della mente umana.
    (Angelarosa Weiler)



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