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Il gioco del silenzio
di Rob Keller

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    Casa Editrice: DeA Planeta Libri - 330 pagine
    Disponibile in formato cartaceo e ebook




  • Genere: Thriller

    Trama:
    Cristina era una criminologa, forse la migliore, ma ha lasciato la professione per occuparsi a tempo pieno di suo figlio Leone, che soffre di un disturbo di iperattività. Ma questa è solo la versione ufficiale, che ha creato per ingannare persino se stessa. La verità è che l'ultimo caso della sua carriera l'ha letteralmente distrutta, costringendola a cambiare vita e a rifugiarsi in una routine scandita da rigorose abitudini. Poi, un giorno, il telefono squilla. Uno zio a lei molto caro si è suicidato, nel paese sul lago di Como dove è cresciuta e dal quale è fuggita molti anni prima. Troppi incubi, troppi fantasmi, per Cristina, in quelle acque scure e profonde. Tornare sul lago significa ritrovare suo padre, con il quale ha un rapporto tormentato, e soprattutto rimettere piede nella Villa degli Orologi, la spaventosa tenuta dalla quale i Radlach controllano non solo gli affari di tutta la zona, ma anche le vite di chi vi abita. La donna resiste con ogni forza alla tentazione di indagare sulla morte dello zio, perché intuisce che la verità si annida nel groviglio di segreti che lega la storia della sua famiglia a quella dei Radlach. Ma quando Leone troverà in soffitta un orologio da taschino con una misteriosa dedica, diventerà impossibile non aprire il cassetto doloroso dei ricordi.

    Recensione:
    Incastonato nella cornice del lago di Como, che tanto affascina attori e scrittori, "Il gioco del silenzio" si svolge a Griante, vicino a Cadenabbia e ha di fronte Bellagio.
    Una zona che l'autore ben conosce essendoci nato e cresciuto per quarant'anni. Non solo i luoghi, ma anche la professione di mastro orologiaio di uno dei personaggi, è direttamente connessa con Keller, che nel suo romanzo ci trasporta nella dimensione delle Ville, di quei "sciuri" con i soldi, per i quali la gente semplice del lago, i "laghè", spesso lavorano, conoscendone e tacendone i tanti segreti. E proprio sui segreti si erge questo thriller, su eventi del passato taciuti o rielaborati in maniera non corretta, ma più facilmente gestibile.
    Un grande casa dove si collezionano orologi; una famiglia che conosce il dovere, l'onore, ma non l'amore; rapporti disfunzionali scanditi dall'incessante scorrere del tempo sottolineato dal ticchettare delle lancette, mosse da perfetti meccanismi.
    Il tempo scorre indifferente alle umane sorti, certo che alla fine chi si affanna sarà solo polvere, però intorno alla villa degli orologi la morte bussa troppo spesso sotto forma di apparenti suicidi.
    Cristina, la protagonista, torna col marito e il figlio, nella casa del padre, dalla quale era fuggita appena aveva potuto. Compulsiva e con una forte tendenza a tenere tutto sotto controllo, dovrà affrontare il suo passato e sopratutto gli abitanti di quella villa che l'ha vista bambina e dove ha trovato tanta infelicità. Gli eventi si susseguono in un vortice di tensione, tra le leggende del lago, i sospetti, gli intrighi e i segreti che devono essere tenuti a tutti i costi, perché chi parla o ficca troppo il naso in giro, muore.
    Brillante, avvincente, dotato di una scrittura fluida che cattura e coinvolge, "Il gioco del silenzio" ha un ritmo che si innalza col procedere delle pagine, diviso in parti che rappresentano le componenti degli onnipresenti, onniscienti e sempre muti orologi.
    I personaggi sono delineati con cura e, attraverso numerosi salti nel passato che li vedono protagonisti, da bambini o da giovani, permettono al lettore di capire le loro reazioni e i comportamenti, componendo un quadro che pian piano mostra tutto il dolore che le passioni umane posso creare. Le passioni: ci conducono alla grandezza o ci fanno precipitare all'inferno, e alla villa degli orologi c'è solo declino e tanta amarezza.
    Un finale ricco di suspense svela la trama, mentre nell'epilogo, con l'ultimo tassello del puzzle, diamo senso e concretezza anche al titolo, un gioco dove l'innocenza è stata irrimediabilmente perduta...
    (Tatiana Vanini)



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