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Genere: Thriller

Trama:
Un omicidio inspiegabile sconvolge la città di Los Angeles. Ellen Donovan, una ragazza di 22 anni, viene trovata sventrata nella sua abitazione. La casa è chiusa dall'interno e dentro non c'è nessuno. Il detective Ray Matthews, del dipartimento di polizia di Los Angeles è chiamato ad indagare sul caso. Sarà l'inizio di un incubo senza fine. Un omicidio senza spiegazione, la morte improvvisa della madre, un caso da risolvere, una famiglia da ritrovare e una vita da ricostruire. Sarà un viaggio alla scoperta di sé stesso e di un segreto per troppo tempo nascosto. Tutto questo mentre il killer sembra aver inscenato un macabro gioco con la polizia ed è intenzionato a non fermarsi...

Recensione:
Un thriller psicologico, un mistero con delitti efferati in luoghi dai quali è impossibile uscire. Matteo Cingolani mette il lettore davanti a situazioni di difficile interpretazione catturandone l'attenzione.
Dalle prime pagine la scrittura dell'autore appare capace di trasmettere impressioni e descrizioni con forza, impattando l'immaginazione, con parole che si dimostrano vivide, in parte rudi e in altre delicate, creando un equilibrio affascinante.
Un romanzo di oltre 400 pagine che si dimostra una lettura fluente, pregna di ritmo. C'è suspense, segreti da svelare, ma il punto forte sta nella costruzione dei personaggi, sopratutto nella profondità e complessità rivelata dal protagonista Ray, il detective responsabile del caso insieme al compagno Travis.
Le figure che ci vengono presentate in "Insania gioco mortale", si trovano a dover convivere con diverse difficoltà: passati caratterizzati da violenze alle quali è difficile dare un nome, com'è duro e terribile ricordarle ed affrontarle; esperienze che hanno distrutto rapporti, segnato comportamenti, portando ad un presente dove la gestione della rabbia e dei sentimenti diventa un problema sul lavoro e nelle relazioni sociali.
L'amicizia, gli affetti, cose naturali e spontanee diventano esercizi logoranti in un equilibrio instabile che destabilizza e destruttura.
E' questa la base che fonda il protagonista e dà il là agli omicidi. Perché se colui che indaga deve lavorare su stesso per guarire e perdonarsi, anche l'assassino sta compiendo dei passi, svolgendo in maniera lucida e risoluta una missione di purificazione.
Ferite dell'anima, cicatrici della mente che sconvolgono e conducono su strade differenti. Diversi cammini che si incontrano nel sangue e nella morte.
L'azione si svolge nelle strade di L.A., sempre più la città degli angeli caduti, con una buona dose di realismo, restano però dei dubbi su alcuni comportamenti di chi sta indagando: reazioni eccessive e fuori controllo, motivate narrativamente dalla psicologia dei personaggi, ma che risultano sopra le righe della legalità, eccessive, passibili di sanzioni e sospensioni, immotivate e ingiustificate sul piano della mera realtà. Alcune ingenuità nelle deduzioni o ritardi in determinate comprensioni rendono altalenante il piacere della lettura nella dimensione prettamente investigativa che, a mio parere, andava gestita con maggior coerenza.
Resta intatto e sempre presente il desiderio di giungere alla verità, al movente e all'identità di un assassino motivato e implacabile nel suo distorto metro di giudizio.
Ciò che abbiamo vissuto ci segna e ci cambia. Il cammino verso la redenzione e la comprensione è possibile, ma solo se ci concediamo di chiedere e ricevere aiuto, permettendo a chi ci vuole bene di entrare nel nostro dolore. Un messaggio che "Insania gioco mortale" trasmette con efficacia.
(Tatiana Vanini)



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