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La mia prediletta
di Romy Hausmann
Traduzione a cura di: Alida Daniele

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    Casa Editrice: Giunti - 384 pagine
    Formati disponibili: cartaceo e ebook




  • Genere: Thriller

    Trama:
    In una notte gelida, un'ambulanza porta in ospedale una donna investita da un'auto sul ciglio del bosco. E' incosciente e senza documenti. Con lei c'è una bambina dalla pelle bianchissima e gli occhi di un azzurro glaciale. L'unica informazione che riesce a dare su sua madre è che si chiama Lena. A poco a poco, però, lo strano comportamento della piccola insospettisce i medici. Non conosce il suo cognome, né il nome di suo padre, né l'indirizzo di casa: vivono chiusi in una capanna perché "nessuno li deve trovare". E il terrore sale quando la bambina afferma innocentemente, come se fosse la cosa più normale del mondo, che sua madre "ha ucciso per sbaglio papà", ma non serve chiamare la polizia perché hanno lasciato il fratellino Jonathan a ripulire quelle brutte macchie rosse sul tappeto... Appena viene avvisato, il commissario capo Gerd Bru¨hling ha subito un'intuizione: quella donna non può essere che Lena Beck, la figlia del suo migliore amico, scomparsa 14 anni prima. Ma c'è qualcosa di vero in ciò che racconta quella strana bambina? Come ritrovare la capanna, il fratellino e il cadavere del rapitore, se davvero è stato ucciso? All'arrivo dei genitori di Lena in ospedale, una realtà ancora più sconcertante verrà alla luce. E sarà difficile districarsi in questa rete di verità, fantasie infantili, indizi contrastanti.

    Recensione:
    In questo romanzo, dove saranno gli stessi personaggi principali a raccontare la storia al lettore, ci si ritrova improvvisamente in una narrazione che corre veloce come una valanga inarrestabile di eventi. La trama di per sé non possiede capitoli, i vari intervalli sono scanditi soltanto dai diversi punti di vista del personaggio narrante.
    Tre le figure che ci raccontano questa vicenda e due di queste appariranno subito al lettore sicure e degne di fiducia, mentre invece una, apparirà ambigua e misteriosa, difficile da comprendere.
    A dare il via a tutto l'incastro di eventi è una bambina di nome Hannah, che ritrovandosi a seguire la madre in ambulanza dopo un incidente, cerca di dire ciò che sa per poter essere d'aiuto. Ma le uniche informazioni da lei ottenute saranno poche e quasi paradossali: le affermazioni della piccola risultano indicare che vivono nascosti nei boschi perché nessuno li deve trovare, che il suo fratellino è ancora a casa e che sua madre si chiama Lena. Nient'altro.
    Tuttavia queste poche dichiarazioni saranno in grado di spalancare una porta su un caso di quattordici anni prima che si credeva ormai senza speranza: quello della scomparsa di una ragazza di nome Lena.
    E quando il padre della giovane rapita, si reca in ospedale per scoprire se potrà davvero riabbracciare sua figlia, i dubbi inizieranno a farsi largo, fra le ostinate affermazioni della donna nel confermare di essere la ragazza scomparsa e la straordinaria somiglianza di Hanna con Lena da bambina. L'attenzione del lettore si dividerà tra questi tre personaggi, nell'attesa di sapere la verità.
    Con un tratto efficacemente nitido ed incisivo, Romy Hausmann è riuscita a tessere un thriller psicologico per nulla scontato e mai prevedibile. Alcuni dettagli già chiari sotto i nostri occhi fin da subito, sono stati appositamente distribuiti nelle prime pagine, in modo da far scoprire al lettore semplicemente un accenno di ciò che poi, si rivelerà essere decisamente più complesso di quel che si credeva. Saranno molte le domande a cui si dovrà trovare una risposta.
    Cosa è successo negli ultimi quattordici anni? Chi è l'artefice di questo orrore? Quali sono le reali identità della donna e della bambina?
    "La mia prediletta" ripropone ciò che ormai è risaputo: non sempre conosciamo le persone che ci stanno accanto alla perfezione e questo è un errore di valutazione in grado di costarci molto caro.
    Le persone sono imprevedibili.
    L'autrice ha rilegato in quasi quattrocento pagine, che si leggono tutte d'un fiato grazie alla voglia di scoprire l'agognata verità, una storia ricca di mistero, dai risvolti imprevedibili, ma anche di paura.
    Gli amanti del thriller non possono perdersi questa lettura, che attinge la sua idea dai molti casi di cronaca che riguardano donne rapite e segregate per anni, in luoghi dai quali sembra impossibile fuggire.
    Le due parti diametralmente opposte, ma indissolubilmente legate da un limbo in cui il dolore appare senza fine e nel quale le risposte sembrano non esistere: i rapiti e coloro che invece restano, sono le vibranti e dolorose voci principali di questa narrazione. E poi arrivano i bambini, figli di queste tragedie, diventati grandi all'interno di un vero e proprio incubo, vivendo in circostanze devianti, ma che per loro risultano essere, invece, un'aberrante normalità.
    Quando si arriva alla fine di questo libro forse si riesce a trovare un'unica risposta a tutto questo male.
    Da certi incubi non ci si risveglia mai. Rimarrai comunque una vittima per il tempo che ti resta da vivere, perché certe ferite non conoscono cura, non esiste guarigione.
    Non c'è rimedio a questo tipo di dolore.
    (Tecla Vanini)



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