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La Torre Eiffel non esiste
di Elisabetta Atzori

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    Casa Editrice: Pubblicazione indipendente - 186 pagine
    Formati disponibili: cartaceo e ebook




  • Genere: Narrativa

    Trama:
    Giulia ha quasi trent'anni e della vita non sa niente. Quando la dimettono dalla clinica nella quale è ricoverata decide di andare a vivere con Andrea, il suo ragazzo, in un appartamento nello stesso condominio dove vive la sua migliore amica, Clara, nella loro cittadina. Per provare ad avere una vita normale. Ma il senso di alienazione ed estraneità che prova costantemente non l'abbandona. Così, tramite il suo sguardo disilluso e onesto, vediamo un mondo che rifiuta la diversità, l'imperfezione, che considera la malattia mentale come vizio, vergogna, tabù, a partire dalle loro famiglie. Quella di Giulia, semplice e misera, tenuta in piedi dalla zia, Rita, donna di fede, e quella di Andrea, più benestante, rigida e patriarcale. Vediamo una società imbarazzata dalla pazzia, totalmente impreparata, incapace di gestirla. Perché dalla chiusura dei manicomi con la legge Basaglia del 1978, quando i "matti" sono tornati nelle loro case, non è cambiato poi molto. La gente ha continuato a far finta che i malati non esistessero. Ma lo sguardo di Giulia, rimasto a lungo lontano dal mondo, è per questo motivo differente, originale, imparziale, estraneo alle contaminazioni della massa. Puro. E a suo modo, in fondo, pieno di speranza.

    Recensione:
    E' un libro importante quello che Elisabetta Atzori metta a disposizione del pubblico. E' uno scritto essenziale, generoso e semplicemente complicato. Complicato per il tema che affronta, il disagio mentale, semplice per il linguaggio chiaro e diretto che diviene immediatamente comprensibile.
    Scritto in prima persona da Giulia, la protagonista, che non si presenta subito al lettore con nome e cognome, ma ci arriva pian piano, timidamente, quasi scusandosi, magari sbagliando le convenzioni sociali così rigide e pronte a giudicare, "La Torre Eiffel non esiste" è un viaggio che rivela un mondo che, solitamente, viene taciuto, nascosto sotto il tappeto, perché la malattia psichica spaventa, imbarazza. E' un terreno che non si sa come calpestare, una montagna che non si riesce a scalare, ma si preferisce aggirare, o ignorare voltandole le spalle e procedendo lontano.
    Giulia afferra il lettore, con delicatezza e risolutezza lo prende sotto braccio e lo porta nel suo vissuto, in quella fatica di vivere che è stanchezza, fango, immobilità e scelte non fatte. E' una vita non agita, perché tutto appare vano, fuori fuoco, imperfetto, inutile.
    Questo romanzo è una dimensione a parte. Ci si immerge, totalmente, incuranti del tempo che passa, perché è Giulia e ciò che racconta a essere importante, a catalizzare l'attenzione. Una voce inascoltata che diviene la sola nota emessa dell'orchestra. Una dissonanza che risuona in noi e ci porta via con sé.
    Tra narrazioni al passato dove conosciamo altri personaggi e le loro difficoltà, e momenti al presente dove seguiamo i passi verso un'irraggiungibile eppure vicina, normalità, veniamo messi a confronto con tanti problemi, ma soprattutto con tante vite, ne scopriamo sentire e manifestazioni, arrivando un pochino a capire, ad andare oltre quella barriera invisibile eppure così concreta che divide gli uomini che avanzano restando in piedi e quelli dove invece qualcosa si inceppa, un momento si ferma, un passo non si compie e allora restano indietro, seduti a guardare il fiume scorrere senza riuscire a bagnarsi in esso.
    La società e la sua aridità è indirettamente messa sotto accusa, e di fronte a chi da essa viene considerato inadeguato, dimostra tutta la sua impotenza e personale inadeguatezza. Perché non lasciamo che i nostri figli seguano le loro passioni e si realizzino in ciò che sono bravi e li rende felici? Chi ha stabilito che un ingegnere è più rispettabile di uno scultore? Perché non riusciamo a cogliere il grido di aiuto dietro chi non mangia, perché il controllo che ha sul suo corpo è l'unica cosa che gli viene concessa? Perché una giovane donna non può girare in un supermercato seduta dentro il carrello e spinta da un'amica? Che male fa? Chi sta uccidendo per attirarsi addosso tutti quegli sguardi di riprovazione?
    E' un opera che sveglia, che fa aprire gli occhi e mutare (anzi sospendere) il giudizio, e il capitolo che svela e motiva il titolo sarà come l'accendersi di un faro, per l'eleganza della spiegazione, la verità che porta in sé, la tragedia che espone.
    Tra alti e bassi, sorprese che spiazzano e momenti dove il buio sembra essere ovunque, seguiamo Giulia e la sua storia. I suoi momenti di debolezza diventano i nostri, le colpe degli altri, se di colpe si può parlare, diventano le nostre. Ad ogni azione corrisponde una reazione, questo vale anche nei sentimenti, nei rapporti verso il prossimo. Nella varia umanità esistono i guerrieri e ci sono quelli che i guerrieri devono proteggere; c'è chi è capace di empatia e riesce a vestire i panni dell'altro e chi non va oltre le proprie scarpe, sicuro che il suo modo di vedere e giudicare sia l'unico corretto.
    "La Torre Eiffel non esiste" è un romanzo che c'è, ha un'esigenza precisa, un'urgenza di esprimere, che proprio in virtù del suo focus arriva diretto al centro del bersaglio: il cuore e l'anima di chi legge.
    Non è un libro facile, non è una lettura d'evasione, ma forse è giunto il momento di non scappare, di aprire la porta e guardare la gabbia che c'è fuori, la prigione che molte persone si portano dentro.
    (Tatiana Vanini)



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