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Osvaldo, l'algoritmo di Dio
di Renato De Rosa

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    Casa Editrice: Carbonio - 258 pagine
    Formati disponibili: cartaceo e ebook




  • Genere: Mistery

    Trama:
    La vita è un susseguirsi di scelte e da sempre l'uomo si strugge nella consapevolezza di non poter prevedere quale sarà quella giusta. E se scopriste che qualcuno è riuscito a creare un'intelligenza artificiale, un programma calcolatore, in grado di prendere decisioni infallibili? E' quello che capita a Dario, giovane informatico livornese, inserito in un progetto universitario commissionato da una grande compagnia telefonica. Durante una ricerca il suo team si imbatte in un misterioso sito web che si dimostra capace di comprendere e dirimere non solo questioni pratiche, ma anche dubbi d'amore, problemi di lavoro e persino dilemmi esistenziali. Finché un giorno dallo sconosciuto automa onnisciente, detto 'Osvaldo', arriva l'ordine di commettere un omicidio... Un romanzo spumeggiante e pieno di humour, costellato di baroni universitari, giocatori di bridge, vecchietti arzilli e geni dell'informatica, sullo sfondo di una verace provincia toscana. Un'acuta riflessione sul confine tra autodeterminazione e predestinazione nell'era cibernetica, sul conflitto tra razionalità e istinto e sulla necessità umana di trovare un nuovo dio (o un nuovo algoritmo) per ridare senso all'esistenza.

    Recensione:
    Normale come la vita, straordinario come l'incredibile che a volte ci sorprende, "Osvaldo, l'algoritmo di Dio" è narrativa gialla con uno scopo chiaro e ben espresso: ricordarci l'importanza del libero pensiero, esortandoci a prendere da noi le decisioni che, ogni giorno, ci si presentano.
    Renato De Rosa ha una scrittura capace di sbalzi di ritmo coinvolgenti, dove la sottile ironia e la più intensa serietà si sposano, in una malia convincente e scorrevole. Passa dalla narrazione carezzevole di una quotidianità che sa di sicurezza, a travolgenti attimi dove la curiosità del lettore viene corteggiata e stuzzicata, ma non solo. E' in grado nella più normale delle situazioni, una cena senza pretese nella trattoria che è poi un rifugio dei personaggi, di scendere in discorsi profondi, toccanti, ricchi di spunti educativi finalizzati a far riflettere, e quando si torna al tema principale, Osvaldo e il suo mistero, ecco salire la suspense sostenuta dall'incontro con l'ignoto, l'alieno, il non conosciuto.
    I personaggi, che si scoprono poco a poco, passando da semplici conoscenti al ruolo di amici, hanno caratteristiche che li rendono riconoscibili, donandogli il giusto spessore a sostenere la trama e permettere al lettore di trovare un ruolo nel quale identificarsi.
    In questo romanzo l'autore mette molto di sé, delle sue passioni e delle sue conoscenze. Leggendo la sua biografia è facile visualizzarlo nel ruolo di Dario, il protagonista, bravo scacchista che si sta avvicinando al bridge e alla diversità intellettuale che la sfida delle carte comporta. Il libro prosegue prendendoci con l'indagine sulla natura di Osvaldo e sulle intenzioni di questo programma sempre più inquietante. Man mano che le cose che si scoprono su di lui aumentano, Dario si interrogherà sulla sua vita, sul modo in cui si è posto verso gli altri fino ad oggi, meditando sulla possibilità e la volontà di apportare quei piccoli, ma significativi cambiamenti che possono donargli qualcosa di più.
    Intelligenza artificiale, libero arbitrio, scelte condizionate oppure no, in un crescendo di tensione e sorprese "Osvaldo, l'algoritmo di Dio" si rivela opera capace di intrattenere con il sorriso, corrugare la fronte con gli interrogativi, spalancare gli occhi per le rivelazioni. Tra una partita di scacchi, una cena e una mano di bridge (molto caro alla regina del giallo classico inglese, in molti dei suoi libri i personaggi si intrattengono intorno al tavolo da gioco), tra una domanda che impone una risposta tra due scelte, si arriverà anche alla morte, perché questo, in fondo, è un giallo, anche se di ampio respiro.
    Gli estimatori del mistery classico troveranno sicuramente un po' troppe le nozioni sul bridge o sugli scacchi rispetto al tema principale del romanzo. Capita di scorrere con impazienza le pagine che possiamo considerare intermezzo, con termini tecnici, informazioni che risultano difficilmente comprensibili, complicati, a chi non conosce bene i giochi, per tornare con voglia e piacere ad Osvaldo, alle domande che solleva per addentrarsi nella azioni e reazioni dei personaggi. Le parti dell'indagine sulla natura di questo misterioso programma sono ottime.
    "Osvaldo, l'algoritmo di Dio" intrigante romanzo da scoprire.
    (Tatiana Vanini)



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