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Una vita senza volto.
Diario di un bisessuale

di Nicola Civinini

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    Casa Editrice: Scatole Parlanti - 222 pagine
    Formati disponibili: cartaceo




  • Genere: Amore e sentimenti

    Trama:
    Giulia è una giovane giornalista che riesce a ottenere un'intervista con un famosissimo scrittore, Stefano Sentieri, che durante la sua lunga carriera ha vinto tutti i premi possibili. La sua fama va oltre l'ambiente letterario: da alcuni suoi libri sono stati tratti film e opere teatrali di successo; inoltre è circondato da un'aura di mistero in quanto nessuno ne conosce l'identità. All'appuntamento, Giulia scopre di conoscerlo già: è il migliore amico di suo padre, morto da anni. In virtù di questo speciale legame, lo scrittore le concede di pubblicare alcuni brani del suo diario personale, essenziali per sciogliere i numerosi interrogativi che erano stati formulati all'uscita di ogni suo libro, e che non avevano mai avuto risposta. I brani, da lui selezionati, sono quelli giovanili, che partono dall'infanzia, quelli più significativi che raccontano la scoperta della sessualità, le amicizie importanti, gli amori, gli incontri... i temi che permettono di ripercorrere la strabiliante esistenza di un uomo che, pur scegliendo di vivere "nell'ombra", ha saputo cogliere la luce in ogni esperienza affrontata.

    Recensione:
    Un'intervista dalla quale parte la storia di un'esistenza; un uomo, dall'identità misteriosa, che ha lasciato questo mondo; un diario che attraversa gli anni e ci regala una vita.
    "Una vita senza volto" è un romanzo delicato e genuino, che ci parla di esperienze, di amore e di amicizia. E' uno scritto senza veli che affronta temi che si potrebbero definire sfacciati, ma ogni capitolo è intriso di eleganza, così da rendere le parole affascinanti e mai fastidiose. E' un viaggio di scoperte che conduce alla consapevolezza, è una confessione, è sincera apertura. Il lettore si trova coinvolto in queste righe, che attraverso la narrazione in prima persona, instaura un rapporto di scambio con il protagonista.
    C'è una persona che racconta e una che ascolta, e mentre gli anni passano e le esperienze si moltiplicano, i ricordi si fanno dolci, intensi, malinconici o divertenti, venati di un senso di colpa o di passione.
    La scrittura scorre corretta e carezzevole, mentre l'autore dipana la sua trama incentrata sui tumulti del cuore, che divengono atti del corpo. Ci sono giornate che cominciano come tante altre, con la quotidianità che si vive e che conduce ad incontri che possono sfociare in rapporti con uomini o con donne.
    C'è una tale semplicità, che definirei leggerezza nell'accezione positiva del termine, nella narrazione che non fa nascere alcun fastidio. Privo di morbosità, ogni descrizione mantiene il distacco dell'eleganza unito alla forza dell'amore che travalica il limite del genere.
    Le figure che incontriamo nell'opera sono tratteggiate con vividezza, persone descritte con parole ed espressioni che somigliano a pennellate, ritratti su righe, sicuramente frutto della formazione di Civinini, perché ogni autore mette nei propri libri più di quello che si crede.
    In profondità questo libro non manca di esplorare i dilemmi di chi si ritrova a seguire un impulso che va contro gli insegnamenti canonici. La libertà provata in pochi istanti si scontra con la realizzazione di aver commesso qualcosa di sbagliato, che se scoperto può venire giudicato con durezza, senza possibilità di appello. Eppure la vita va vissuta, seguendo nei limiti del possibile ciò che ci rende felici, che può completarci, dandoci forma completa partendo da un abbozzo. Uno spunto di riflessione interessante, che arricchisce una lettura capace di incuriosire.
    Nelle ultime pagine la richiesta di ricerca fatta dal protagonista a colei che ha messo in moto tutto chiedendo l'intervista, trova compimento. Si passa dal vissuto a ciò che è rimasto, una trasformazione che chiude il cerchio. Rimane segreta l'identità del protagonista, ma è davvero così importante un nome quando di lui ci è stato regalato così tanto? Credo che la risposta sia no. Un nome è solo un nome, le nostre azioni, i desideri e ciò che abbiamo realizzato, valgono infinitamente di più.
    (Tatiana Vanini)



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