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Genere: Thriller

Trama:
Due omicidi efferati a poche ore l'uno dall'altro, a qualche centinaio di metri l'uno dall'altro. Il primo nella tromba dell'ascensore che porta al caveau, all'interno del Palazzo Reale di Torino, dove è conservato il famoso autoritratto di Leonardo da Vinci. Il secondo nella torre campanaria della cattedrale, dove è custodita la reliquia della santa Sindone. In entrambi i casi i sistemi di allarme sono stati disattivati da professionisti, ma né l'autoritratto né la Sindone sono stati rubati. Toccherà all'ispettore Barberi scoprire il movente di quelle due morti, legate tra loro da una trama che affonda le sue radici nelle torture della Santa Inquisizione, in un'antica battaglia che mescola fede e potere. Tra colpi di scena e doppiogiochisti, in un'indagine continua nei segreti secolari della cappella del Guarini e nelle congiure sotterranee dei corridoi pontifici, lentamente appare un piano agghiacciante: da un campione di tessuto prelevato dalla Sindone, prima è stato isolato il gruppo sanguigno, poi la catena completa del dna. Siamo davvero in presenza del clone di Cristo? La battaglia per stabilire se il nuovo Dio è arrivato è ormai allo scontro finale.

Recensione:
Dopo tanta attesa e tanta curiosità, il 26 giugno è uscito in libreria il settimo romanzo di Paolo Negro con la prefazione di Daniela Piazza.
Libro che parte subito con due omicidi particolari, descritti in modo attento e preciso. Decisamente semplice il lessico che usa Negro per la sua scrittura ma molto più complesso è l'argomento. Non è facile scrivere di vicende riguardanti la Chiesa e ciò che ne concerne, è sempre un argomento scottante ma l'autore lo fa con tanta delicatezza e nel rispetto dei suoi lettori. Numerose sono le ricerche svolte per la stesura di questo romanzo e si intuisce il meraviglioso lavoro dello scrittore mano mano che la lettura avanza.
Un'opera che si potrebbe definire un thriller-storico visto che tratta della Sacra Sindone e dei disegni di Leonardo Da Vinci, ma “Clone” è interamente ambientato ai giorni nostri, e la splendida Torino gli fa da sfondo.
La lettura non è per niente pesante. Senza rendervene conto arriverete alla parola fine e quasi vi mancheranno le scenette ironiche dei due personaggi chiave utilizzati dall'autore: Barbieri, un ispettore miscredente, devoto al lavoro, che pensa solo a trovare la soluzione del suo caso, e monsignor Perotto, un aiutante non richiesto, ma profondo conoscitore dei più piccoli segreti che condurranno alla soluzione del mistero celato dietro a queste vicende.
Paolo Negro ha deciso di lasciare il finale aperto, possiamo quindi sperare di ritrovare presto questa formidabile coppia di investigatori in una nuova avvincente avventura.
(Valentina Lanino)



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