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Genere: Fantascienza

Trama:
Questo è un libro pieno di cose che non dovrebbero accadere. Un'adolescente muta non dovrebbe essere costretta a lavorare in un circo; una ragazza intrepida e generosa non dovrebbe essere ridotta in schiavitù nelle viscere di una prigione orrenda; un ragazzo che si affida alla poesia non dovrebbe essere ostaggio di sudici poteri. In Europa la pace è effimera, il 1900 è percorso da segnali di guerra e da un sentimento di ribellione che attraversa la Francia: dai cunicoli di una prigione sotterranea alle mura dei palazzi del potere; la rivoluzione cresce tra la polvere e la cipria di un circo, dentro le pagine dei libri, intorno a grandi macchine, alla guida di sciami di insetti. Emanuela Valentini torna al romanzo con un'avventura steampunk distopica, che contrappone ricchi e poveri, belli e ribelli. Al centro di tutto il circo di Madame Grotesque e la sua nuova attrazione, Priscilla: una ragazza in grado di muovere intorno a sé piccoli animali e grandi sentimenti.

Recensione:
"Grotesquerie" di Emanuela Valentini è un romanzo molto ben scritto che appartiene al genere steampunk, come definito sulla III di copertina, cioè un genere di narrativa che propone universi alternativi caratterizzati da una tecnologia anacronistica oppure, come in questo caso, che presenta le cosiddette "ucronie" in cui i macchinari e le armi sono ancora azionati dalla forza vapore e dalla meccanica.
Il mondo che l'autrice ci presenta, con una prosa potente, forte e incisiva, è intriso di sogni, crudeltà, follia, coraggio, amore, rivolta e liberazione.
La vicenda si svolge in Francia nei primi anni del XX secolo, nella città di Rouen, i cui cittadini sono ossessionati dal culto della perfezione estetica e incantati da politici folli e falsamente pacifisti che li hanno sapientemente manipolati, creando una specie del tutto nuova: la società dell'immagine, per convincere i cittadini d'essere innocui ed i migliori governanti possibili, inquietante allegoria di un demone che ha imparato a dominare la realtà rovesciando la verità.
La città è ignara che nelle proprie viscere, come in un enorme formicaio, migliaia di prigionieri schiavizzati lavorano alla costruzione di gigantesche e terribili macchine da guerra il cui scopo è quello di sconvolgere la fragilità della pace europea.
L'atmosfera è cupa, retrò e al tempo stesso futurista, un'allucinazione storica che afferra il lettore sin dalle prime pagine e lo trascina fino in fondo senza dargli il tempo di accorgersene.
La società che Emanuela Valentini ci rappresenta è fortemente distopica: chi è "diverso" viene ingiustamente rifiutato, cancellato, bandito perché ritenuto una minaccia per lo status quo e l'unico luogo a lui destinato è Le Cirque Grotesque.
E' un mondo in bianco e nero in cui gli opposti si fronteggiano nell'eterno scontro tra il bene e il male, ma anche tra il perfetto e l'imperfetto, dove il divertimento si consuma tra i lustrini e i "mostri" del Cirque Grotesque, fantastici e ammalianti che si esibiscono e soddisfano le aberranti perversioni del pubblico e la malvagità di Madame Grotesque.
Ogni personaggio ha una particolarità che lo rende unico: Priscilla, la protagonista, venduta perché inutile ragazza muta che, diversa fra i diversi, possiede il dono o la maledizione di attrarre ogni tipo di insetto; Margot intrepida e generosa che lotta per un ideale di giustizia e libertà; Baptiste giovane idealista amante dei libri banditi dal potere; Madame Grotesque perfida e ingombrante padrona del circo che cela un oscuro segreto; il giovane e affascinante zingaro, il trapezista allampanato in cui convivono due anime; Alaster il ribelle che, in un sogno allucinato di Priscilla, prende le forme del diavolo dalle lunghe ali nere. C'è molto in questo romanzo: una trama originale e ben costruita, un'ambientazione visionaria e affascinante, una scrittura coinvolgente, l'uso sapiente di meccanismi narrativi in grado di tenere sempre alta l'attenzione del lettore, personaggi ben caratterizzati che non rinunciano ai propri sogni nonostante il tormento interiore che li affligge e vivono i propri incubi, i cattivi sono l'esemplare personificazione delle miserie umane, convinti delle proprie azioni fino alla follia e prigionieri di ossessioni che li inducono a sfidare ogni limite.
Affascinante, impeccabile e calzante introdurre ognuna delle quattro parti che compongono il libro con brani del "Gaspard de la nuit" di Aloysius Bertrand (1807-1841), un libro di poesie in prosa gotico e notturno, animato dall'umanità più oscura e sfortunata: storpi, ubriachi, mendicanti, usurai; con frequenti immagini di malattia e di morte ed in cui viene data voce agli impiccati, ai lebbrosi, ai moribondi. E che dire del misterioso narratore X.V. che apre e chiude la storia? Sarà una sorpresa scoprirlo.
In conclusione, un libro che cattura, che rende il lettore partecipe delle passioni sia positive sia negative dei protagonisti tanto da mettersi in discussione.
Bello, da leggere con attenzione perché va ben oltre quello che ci si possa aspettare.
(Luisa Debenedetti)



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