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Genere: Narrativa

Trama:
Un personaggio riemerso dal passato. Ridicolo e insinuante, arrogante e mellifluo. Il retro del mondo, i misteri: la storia italiana del secolo scorso, delle utopie, delle stragi. Un viaggio lungo le bellezze della penisola, fin 'dietro le cose'. L'ineffabile, potentissimo signor Olindo. La malattia, la cura. Un'isola fumante. Una gara di insulti. Una canoa, un antico bassorilievo. Selva, la femmina che seduce e si restringe. Il confronto finale. Il libro di Umberto Fiori è un racconto in versi falsissimamente autobiografico, un sogno - e per certi aspetti un incubo, un'allucinazione - il cui protagonista porta lo stesso nome e cognome dell'autore. Il suo ambiguo antagonista - il Conoscente: mestatore politico, tuttologo rampante, infine tartufesco 'guaritore' - lo lusinga e lo provoca, lo trascina attraverso una serie di incontri che dovrebbero ammaestrarlo, rivelargli ciò che si ostina a ignorare, e finiscono invece per stordirlo e confonderlo. La verità, in questa storia, è un segreto osceno che si esibisce e si sottrae, un enigma di cui il Conoscente pretende di avere in pugno la chiave. "Umberto Fiori" affronta i vari incontri come ci si sottopone a una serie di prove d'iniziazione nelle favole. Solo, senza amici, assediato da un'umanità grottesca e spocchiosa, riuscirà alla fine a sfuggire alla presa del suo mefistofelico terapeuta?

Recensione:
Un libro di non facile lettura, destinato a menti elette, pronte ad impegnarsi in un percorso tortuoso. La configurazione assolutamente particolare, un romanzo in rima, lo rende interessante, pur tuttavia implica un minor livello di intelleggibilità rispetto ad una tradizionale opera di narrativa. La trama è criptica, affronta un argomento arduo, sottile, compenetrabile solo a fatica da parte di una persona comune: il confronto tra il protagonista, che per sorte indossa lo stesso nome dell'autore, ed il proprio lato d'ombra, quello che ognuno di noi vorrebbe evitare di conoscere o addirittura preferisce disconoscere. L'interlocutore, "Il Conoscente", è una presenza immateriale, onniscente, onnipresente. Una presenza che spinge Umberto Fiori verso il limite estremo della verità più nascosta, promette rivelazioni e soluzioni, ma in pratica altro non fa che fungere da specchio segreto.
Nella mia assoluta semplicità, devo confessare di non essere stata in grado di definire né l'inizio né l'epilogo di questa narrazione assolutamente non canonica. Tra le pagine, ho percepito le incertezze, i dubbi ed i tormenti di un'anima, ma non sono riuscita a pormi in sintonia con un pentagramma caratterizzato da note troppo vagamente tracciate per poter essere da me interpretate.
E' per questo motivo che mi sento di consigliare questa lettura solo ad individui forti di un intelletto notevole e di un'altrettanto notevole capacità deduttiva. Lo stile letterario è corretto, piacevole, raramente contaminato dallo sproloquio. Trattandosi di un dialogo tra due entità, va da sé che ognuna di esse si esprime in prima persona. Altrettanto fanno i comprimari che partecipano al racconto.
Ho trovato interessanti le descrizioni degli scenari che ospitano questo percorso letterario che si snoda dal nord al sud del nostro Paese, ancorché nessuna indicazione logistica reale sia esplicitata nel racconto. Le note a margine fornite dall'autore consentono di stabilire, a volte in modo preciso, altre volte vagamente, le località nelle quali i fatti si svolgono.
Gli amanti dell'ombra e dei misteri che essa avvolge saranno certamente incuriositi da questa inusuale trattazione.
(Angelarosa Weiler)



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