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Genere: Giallo

Trama:
Il commissario Jean-Baptiste Adamsberg è costretto a rientrare prima del tempo dalle vacanze in Islanda per seguire le indagini su un omicidio. Il caso è ben presto risolto, ma la sua attenzione viene subito attirata da quella che sembra una serie di sfortunati incidenti: tre anziani che, nel Sud della Francia, sono stati uccisi da una particolare specie di ragno velenoso, comunemente detto reclusa. Opinione pubblica, studiosi e polizia sono persuasi che si tratti di semplice fatalità, tanto che la regione è ormai in preda alla nevrosi. Adamsberg, però, non è d'accordo. E, contro tutto e tutti, seguendo il proprio istinto comincia a scandagliare il passato delle vittime.

Recensione:
Nuovo capitolo che vede il commissario Adamsberg, famoso protagonista dell'autrice che si cela dietro lo pseudonimo di Fred Vargas, alle prese con un caso veramente difficile.
Parte con l'omicidio di una donna investita, espediente letterario che serve a riportare Adamsberg a Parigi dall'Islanda. Un caso apparentemente semplice con risvolti difficili da decifrare, solo la vaghezza e la capacità di vedere nella nebbia del commissario più strambo dell'universo letterario, porteranno il colpevole dietro le sbarre, ma non è questo il crimine principe de Il morso della reclusa.
Una serie di delitti che non sembrano tali, incidenti che evolvono in morsi di ragno, morti archiviate come fatalità. Solo Adamsberg ci vede altro, leggendoci un piano criminale perfettamente orchestrato, studiato nei minimi dettagli, portato a termine con tenacia. Questa la trama dell'ultima opera di Vargas che dà vita ad un romanzo intenso, profondo, sia sul piano della psicologia dei personaggi e degli ingranaggi che muovono una squadra di polizia, sia per quanto riguarda il movente, le motivazioni che spingono un individuo a divenire implacabile vendicatore.
Mescolando passato e presente, gli indizi andranno ricercati con pazienza. Adamsberg dovrà compiere una vera e propria opera di convincimento per non perdere i suoi uomini e convincerli che un caso esiste, che non si è smarrito nelle nebbie della follia, che è sempre lui. Allo stesso tempo dovrà inseguire le bolle di pensiero che nella sua mente si affollano, girano, giocano e alla fine esplodono, tra ricordi di infanzia dimenticati e vecchi dolori, croste che vanno grattate fino a sanguinare, perché andare avanti è impossibile e agire diventa l'unica possibilità di salvezza dalla reclusione.
Un caso raccontato con il ritmo del giallo, con il tocco gentile della comprensione, con le parole della favola, con l'orrore della verità.
Probabilmente il miglior libro finora scritto da Vargas, coinvolge il lettore in un labirinto di emozioni, con un finale appropriato che svela ogni mistero e fa commuovere, invitando a riflettere sulla definizione di vittima e carnefice, su azioni giuste e giustizia.
Consigliato a tutti gli amanti della particolare scrittura di Fred Vargas, capace di vestire di straordinario anche l'aspetto più ordinario della vita.
(Tatiana Vanini)

Della stessa autrice:
Io sono il tenebroso



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