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Il paradiso dei ricchi. Così l'Europa dell'austerità difende gli interessi di milionari e multinazionali.
di Leo Sisti

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    Casa Editrice: Chiarelettere - 286 pagine
    Disponibile in formato cartaceo e ebook




  • Genere: Informazione

    Trama:
    Grazie a clamorosi scoop giornalistici, al coraggio di chi ha diffuso documenti riservati rimediando multe e condanne, finalmente è stato scoperchiato il bluff delle tasse e della finta concorrenza fiscale. Questa inchiesta apre la scatola nera dell'Europa unita, racconta le ragioni di un grande inganno ripercorrendo con chiarezza e passione anche storie del passato recente. Austerità, sanzioni, migranti da cacciare, frontiere da chiudere. E' in corso un dibattito violento sull'Europa, troppo spesso ideologico, pericoloso. Questo libro prova a spostare l'attenzione a partire da documenti rivelatori che raccontano il trattamento fiscale di favore ricevuto da milionari e multinazionali. Siamo in Lussemburgo, sede di alcune tra le più rappresentative istituzioni comunitarie. Un sistema scandaloso (è stato definito "il cartello delle tasse"). Legale, naturalmente, ma contrario al più elementare senso di giustizia (ci sono multinazionali che pagano meno dell'un per cento di imposte). Leo Sisti racconta come funziona, chi ne ha beneficiato, com'è stato smascherato. Elusione ed evasione fiscale costano alle casse comunitarie mille miliardi di euro all'anno. E' decisivo partire dal tema delle tasse per dare sostanza al dibattito sull'Europa. Per riconquistare un sentimento di appartenenza. Per rispondere ai populismi di destra che vogliono un'Europa chiusa e sempre meno libera.

    Recensione:
    Noi italiani siamo abituati a pensare che i nostri amministratori (locali o nazionali) siano mossi solo dall'avidità e dal desiderio di potere; al contempo crediamo che all'estero le cose vadano molto meglio perché "gli altri" sono tutti più corretti e lungimiranti. Ebbene, con questo libro ci accorgiamo che i nostri politicanti sono delle mammolette in confronto a chi muove le fila della finanza globale, capaci di influenzare ogni singola decisione da cui scaturiscono successi o tracolli di intere nazioni.
    Sfogliando queste pagine sembra di assistere ad una puntata di Report, infatti troviamo una indagine giornalistica che ha portato alla luce uno scandalo comunitario da noi poco noto.
    Praticamente scopriamo come l'Unione Europea, nonostante annunci e proclami, abbia fatto di tutto per evitare di realizzare un'armonizzazione fiscale fra gli Stati membri al solo scopo di nascondere i cosiddetti Tax rulings, cioè accordi segreti fra alcuni governi e le grandi multinazionali che, con la creazione di sedi fittizie, possono "legalmente" evadere o eludere il fisco spostando i redditi in Paesi compiacenti dove, con piccole manovre contabili, vengono tassati in modo assolutamente incongruo.
    Dal testo ci appare un intreccio perverso di tasse, finanza e affari, con nomi di politici e di aziende che hanno lavorato perché queste ingiustizie fossero costruite e perpetrate nel tempo. Va da sé che le piccole imprese, che già faticano a resistere in un mercato sempre più dominato da una crisi globalizzata, vengono definitivamente schiacciate quando trovano un fisco che le (tar)tassa in modo rigido e inflessibile con percentuali "normali" che si aggirano mediamente intorno al 30%, mentre le grandi multinazionali, che operano negli stessi settori, godono di condizioni di favore con imposte al di sotto dell'1%. Ma la cosa che indigna maggiormente è che tutto ciò avveniva proprio mentre alcuni Stati rischiavano il default (si pensi alla Grecia) e alla popolazione veniva chiesto un maggior sacrificio e maggior rigore per rientrare nei parametri stabiliti.
    Il linguaggio utilizzato è semplice, chiaro, diretto, con molte note a piè di pagina, a dimostrazione della meticolosa attenzione nel riportare tutti i documenti ufficiali dell'indagine. Troviamo anche interviste e brani di interventi al parlamento europeo che risultano dei palesi tentativi di spostare l'attenzione su argomenti meno importanti. Inoltre ci accorgiamo di come l'informazione (in particolar modo quella italiana) abbia retto il gioco distraendoci con notizie sensazionali create ad arte.
    Ci si aspetterebbe che il gran polverone sollevato da una indagine di tale portata sia servito per assicurare alla giustizia i colpevoli e ripistinare una condizione di equità. Invece vediamo che i politici responsabili rivestono ancora oggi cariche istituzionali che gli consentono di continuare indisturbati nei loro intenti. Al contrario, chi ha messo a rischio la propria carriera per portare alla luce prove e documenti di questo malaffare, è stato poi processato e condannato per aver divulgato documenti confidenziali: come a dire che la privacy individuale è più importante della giustizia collettiva.
    Un libro che sicuramente non giova leggere in un periodo di "euroscetticismo", ma è sempre meglio informarsi per costruirsi idee proprie senza lasciarsi influenzare da chi racconta una realtà che non esiste.
    (Norberto Loricati)



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