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L'opportunista
di Giovanni Barlocco

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    Casa Editrice: WLM - 342 pagine
    Disponibile in formato cartaceo e ebook




  • Genere: Noir

    Trama:
    Sembra che un vecchio fantasma sia riapparso, a Genova, in una scura mattina di novembre. Un duplice omicidio, rivendicato da una cellula anarchica, risveglia bruscamente tragici ricordi. Una banca tedesca è presa di mira quale simbolica responsabile di un'Italia in crisi. Renzo Parodi e Salvatore Marotta cominciano subito un'indagine che li condurrà, su una pista tortuosa e piena di insidie, fino a Milano. Mentre le vittime aumentano, in un crescendo imprevedibile e cruento, i due amici si ritrovano sempre più soli a cercare la verità contro le apparenze e i loro stessi colleghi. Ma Renzo Parodi ha la testa dura, nera e dura e, da poliziotto genovese di colore, adopera un accesso privilegiato e una sensibilità particolare verso ciò che è diverso dalla norma. Riuscirà così a farsi indicare una strada, che nessuno avrebbe pensato di cercare, verso una rivelazione impensabile, ma dovrà pagare un prezzo alla propria coscienza.

    Recensione:
    "L'opportunista" è un thriller scritto da Giovanni Barlocco che si distingue dallo stereotipo del genere per il lessico e per le riflessioni argute sulla politica e la vita in generale.
    Generalmente, in testi del genere, siamo abituati ad un linguaggio più rozzo, da strada, qui i personaggi parlano un italiano corretto (come tutti noi dovremmo fare), ma per rendere più reale e credibile il tutto ci sono anche frasi in dialetto genovese (la vicenda si svolge in buona parte a Genova), parolacce e amenità che spezzano un lessico in cui termini più ricercati e non di uso comune vengono inseriti nei dialoghi e nei pensieri, alzando sicuramente il livello del linguaggio quotidiano.
    Protagonista è l'ispettore capo Renzo Parodi, genovese nato in Africa e di colore, adottato dal padre a Lagos dopo che la sua vera famiglia era stata sterminata: è il simbolo vivente del mutamento della nostra società; collabora con lui l'agente Salvatore Marotta. I due sono colleghi e complici: entrambi brillanti, intuitivi, e "pericolosamente" atipici, come tutto il romanzo che in qualche maniera descrive un'Italia fatta di "normali" eccezioni.
    Una coppia di investigatori come potrebbero essere Sherlock Holmes e John Watson (per l'intuizione e la lucidità di pensiero ma non per l'atteggiamento asettico e distaccato) personalmente vedo un copione, una pièce teatrale che potrebbe essere magistralmente interpretata da Danny Glover e Mel Gibson.
    In una scala di situazioni cruente che sale di intensità - il romanzo inizia con l'omicidio di un direttore di banca e della moglie - il protagonista benché supportato dal suo braccio destro, a causa del suo fiuto quasi infallibile si ritroverà da solo a pagare un prezzo troppo alto alla propria coscienza (leggendo scoprirete il perché di questa affermazione).
    Tutti i personaggi sono ben caratterizzati e per nulla stereotipati. Certo, troviamo "l'uomo di colore", "il meridionale", il "comunista", il "bancario" ed il "delinquente", ma anche grazie alla scelta stilistica dell'autore ognuno di essi è qualcosa in più.
    Degno di nota è Baccu, il vecchio anarchico, un appartenente alla cellula che rivendica l'omicidio che, nonostante il suo disprezzo per le autorità, per amore di giustizia decide di aiutare nelle loro indagini "gli sbirri" e anche la giovane infiltrata italo-cinese, Vanessa Demarchi.
    Il romanzo è ricco di colpi di scena, la storia prende sempre pieghe inaspettate, quando il lettore crede di avere trovato la giusta tessera del mosaico, lo scrittore si diverte a spazzare tutto e offrire nuovi spunti di riflessioni e nuove piste investigative da seguire.
    Uno dei fili rossi di questo romanzo è una "sottile diversità", già il colore della pelle di Parodi lo pone in tale condizione, in altri casi è voluta, narcisisticamente, con consapevolezza e determinazione, portata a gesti estremi per vendetta, profitto economico, prestigio, potere di vita o di morte.
    Eppure in fondo, il male non è meno umano del bene, questo è uno dei messaggi che emerge dalla lettura del romanzo. Il male esiste, se ne deve prendere atto come un fatto.
    Il romanzo è una prova d'autore che ci rappresenta, una realtà in cui è difficile capire e distinguere chi sia realmente l'opportunista che dà il titolo al romanzo, perché non identifica un singolo personaggio ma rispecchia chi, per un motivo o per un altro, sia positivo sia negativo, è alla ricerca di quell'opportunità che più o meno egoisticamente cerchiamo di non farci sfuggire.
    In conclusione, questo romanzo, pur nell'incalzante evolversi della narrazione, conduce il lettore nei meandri di una storia ben più complessa, che denota una coraggiosa mancanza di pregiudizio e capace di ammonire chi si cela dietro un perbenismo di facciata nascondendo efferate nefandezze; un giallo che non si ferma all'indagine poliziesca ma si addentra nell'indagine psicologica ed esistenziale, scritto in modo esemplare ed elegante.
    Grazie a Giovanni Barlocco per queste belle pagine e un omaggio a Fabrizio De Andrè con un strofa di 'A çimma, canzone citata nel testo.
    "tucca a ou fantin à prima coutelà
    mangè mangè nu sèi chi ve mangià"

    (Tocca allo scapolo la prima coltellata
    mangiate mangiate, non sapete chi vi mangerà...)
    (Luisa Debenedetti)



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