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Genere: Romanzo storico

Trama:
Napoli, autunno 1966. La mente di Lucio è colma di ricordi: era un ragazzino quando la guerra s'era scatenata. Era notte ormai. Dal balcone spalancato entrava aria calda, l'autunno faceva gli ultimi respiri estivi, qualche zanzara minacciava sangue insidiando le sue orecchie e piccole falene grigie volavano intorno alla lampada e a turno tentavano di suicidarsi per l'orrore degli umani. Mosconi neri si agitavano nella mente di Lucio e tarli come trapani rosicchiavano senza pietà: ecco altre vittime da aggiungere al suo elenco. Cosa non era stato fatto ai ragazzi di quegli anni? Altro che la sua fuga, quando le volte di antichi conventi gli erano apparse solide e incrollabili e si erano palesate schermo inefficiente contro il fragore dei muri che dentro gli stavano ancora crollando. Quanti altri trenta/quarantenni avrebbe incontrato Lucio nel suo viaggio alla scoperta di sé, che nascondevano dietro il riso e le battute di spirito la smorfia e il disgusto e la protesta che gli s'erano impressi nell'anima? Americani, i colpevoli? E non era stato un tedesco a sganciare la bomba, quella notte? Guardati dentro, Lucio, dove sono gli innocenti?

Recensione:
Le manifestazioni esteriori di un soggetto non sono casuali; esiste una connessione tra il microcosmo in seno al quale una vita nasce, si sviluppa e matura e le persone e le situazioni che accompagnano tali processi. Scorrendo queste pagine ho ritrovato aneddoti legati agli atti bellici e post-bellici del secondo conflitto mondiale che si sono consumati nei cieli e tra le vie di Napoli e di altre località dell'Italia del Sud, aneddoti descritti dalla Storia e dalle cronache del nostro Paese, ma non solo: ho potuto recepire in quale modo un conflitto tra popoli possa determinare situazioni di conflitto nel profondo dell'anima di un singolo individuo. Ho compreso come sia più facile ricostruire mura, case, strade e palazzi di una città rispetto al nucleo interiore di un essere umano dilaniato da esperienze tristi e destruenti, di portata tale da non poter obliare le emozioni ad esse associate. L'esplosione degli ordigni che visibilmente provoca crepe nei muri e nell'asfalto induce al tempo stesso profonde lacerazioni nell'anima, alle quali fanno seguito cicatrici indelebili, segni di ferite che tornano a far sentire la loro presenza in risposta alle stimolazioni che la vita propone. Così, la reclusione forzata e prolungata negli spazi angusti di un rifugio anti-aereo può sollecitare la costrizione all'interno del perimetro di una casa o del chiostro di un convento per proteggere se stessi dagli attacchi del mondo. Nascere e crescere in un contesto in cui dominano paura, disperazione e stenti priva fatalmente di quella componente fondamentale che sono le manifestazioni di affetto; un bambino, un ragazzo non avvezzo a ricevere gesti d'amore può imparare solo con difficoltà a far dono di sé in modo equilibrato e spontaneo nell'età adulta. Le esperienze negative e degradanti vissute spingono a perpetrare visioni costrittive e punitive e schemi di condotta inusuali fino all'estremo. E' il dramma di un'intera generazione che ha vissuto la guerra in quei momenti di formazione e transizione che sono l'infanzia e l'adolescenza. Donne e uomini sopravvissuti agli scontri armati, ma costretti a vivere un perenne scontro nel profondo di se stessi, uno scontro fra il ricordo del dolore sperimentato e la speranza del ritorno della gioia conosciuta e poi disgregata dagli eventi.
E' stato scritto che in ogni guerra ci sono vincitori, sconfitti ed individui che hanno la capacità di approfittare di una situazione sconfortante per arricchirsi. Così avviene, in linea generale, su un piano materiale. Lo stesso accade, sul piano intimistico e morale, per Lucio ed Arianna, i protagonisti di questo racconto, nonché per tutti i comprimari che li accompagnano in un lungo percorso temporale, dai giorni precedenti il conflitto agli anni sessanta del secolo scorso. Una lunga storia di riavvicinamento al saper vivere per alcuni, di caduta morale o fisica per altri, di avvicinamento alla Conoscenza ed alla libertà interiore per i più privilegiati.
Ho letto quest'opera con profonda partecipazione, ma non senza sofferenza. Chi si addentra nel racconto proposto da Umberto Castagna deve essere predisposto ad una narrazione illuminante sotto molti punti di vista, ma niente affatto facile; una lettura nella quale i "perché" che sottendono il "come" fanno riflettere, ma colpiscono, pur essendo lo svolgimento permeato da continui rimandi alla concreta possibilità di rinascita. Lo stile dell'autore è assolutamente in linea con il lessico proprio dell'epoca all'interno della quale le vicende si consumano. I riferimenti storici e logistici sono precisi ed appropriati. Molto ben curata, per non dire approfondita, la parte descrittiva, la minuziosità della quale impone un tempo di lettura non veloce. La trama è senza dubbio ben ordita ed interessante. Tutte le situazioni, anche le più tristi, avvilenti e scabrose, sono esplicitate in modo inequivocabile ma pacato e sobrio, mai offensivo della sensibilità del lettore. La narrazione è corredata da ripetuti ma brevi inserimenti poetici.
(Angelarosa Weiler)



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