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La ragazza che doveva morire (Millennium 6)
di David Lagercrantz

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    Casa Editrice: Marsilio - 416 pagine
    Disponibile in formato cartaceo e ebook




  • Genere: Thriller

    Trama:
    In un parco nel centro di Stoccolma viene trovato il cadavere di un senzatetto. Sembrerebbe un triste caso di cronaca, un uomo solo e squilibrato che non ha retto alle difficoltà della vita. Il punto è che quell'uomo sembra non essere mai esistito, nessuno è in grado di risalire alla sua identità. Oltretutto, al medico legale qualcosa non torna, e a questo punto meglio consultare Mikael Blomqvist, giornalista duro e puro alla guida della rivista d'inchiesta Millennium. Mikael decide di fare qualche ricerca, incuriosito dal caso, visto che in molti avevano sentito il morto parlare ossessivamente di Johannes Forsell, il ministro svedese della Difesa. Poteva davvero esistere un legame tra il barbone e il ministro? Mikael vuole chiedere aiuto a Lisbeth Salander, ma dal funerale di Holger Palmgren la celebre hacker sembra scomparsa. Nessuno lo sa, ma Lisbeth è a Mosca per regolare una volta per tutte i conti con la sorella Camilla, la sua gemella. Ha deciso: non sarà più una preda, ora sarà lei a dare la caccia.

    Recensione:
    Il capitolo conclusivo della saga Millennium non poteva essere migliore: avvincente, affascinante. Lagercrantz è riuscito a portare avanti la visione di Stieg Larsson al meglio, donandogli incisività, profondità e suspense.
    In "La ragazza che doveva morire" due vicende si intrecciano alternandosi nella narrazione. Il filone principale ci parla del passato di Lisbeth e del suo scontro con la gemella Camilla: nuove informazioni vengono portate alla luce, chiarendo lati della personalità di Camilla che la rendono più umana, perdonabile nel suo odio. Il lettore cambia sguardo addolcendolo, identificandola come un'ennesima vittima della malvagità gratuita del padre. La stessa Lisbeth dovrà fare i conti con una sua inaspettata fragilità, che la porterà ad esitare sull'onda delle emozioni e di un'insospettabile empatia. Le due si rincorreranno in una caccia serrata scambiandosi più volte i ruoli di preda e cacciatrice, fino ad un epilogo senza respiro.
    In tutto questo c'è una vicenda che non mi sento di definire secondaria, perché è avvincente, commovente, spaventosa. Un caso che comincia in sordina, con la morte ignorata di un senzatetto. Un uomo privo di identità, di considerazione, che troverà importanza solo grazie ad una patologa stanca di seppellire morti ignoti e a Mikeal Blomkvist che, scavando con la solita tenacia e curiosità, porterà a galla un intrigo internazionale, una storia di spie, di mafia e crudeltà che in molti hanno tentato di seppellire sotto un cumulo di menzogne: un'atrocità accaduta durante la scalata del monte Everest, racchiusa tra la neve e il ghiaccio, da anni una morte urla nel vento chiedendo giustizia.
    Il ritmo del romanzo è una cavalcata verso la verità, vertiginosa man mano che si avanza con la lettura. Sempre interessante non manca di trattare un male, quello dei reietti, degli esclusi. Persone che per malattia e disinteresse sono abbandonati a sé stessi per le strade delle nostre civilissime città, che troppo spesso fingiamo di non vedere, perché è più facile e semplice continuare con le nostre vite felici, piuttosto che immergerci in tanta disperazione. Parte da qui la trama, traendo forza e nutrimento per crescere, estendendosi e ramificandosi con capovolgimenti e sorprese che mantengono incollata l'attenzione, donando una lettura davvero ammaliante.
    Svolto con accuratezza, questo libro si sofferma a descrivere le esperienze estreme, come le scalate ad alta quota, che vengono analizzate nei loro aspetti fisici e psicologici, così come le diverse modalità di reagire ai traumi, le storie che ci si racconta per andare avanti, per giustificare qualcosa che è orribile, ma si riesce a rendere accettabile. Alla fine però la coscienza presenta il conto e pure il destino ci si mette in mezzo, ribaltando vite e incenerendo certezze. Precisazioni necessarie a dare forza e struttura a moventi ed accadimenti, resi vividi, in grado di dare suggestioni da brividi.
    Investigativo, fatto di piccoli indizi e scoperte che rivelano un quadro fosco e terribile, "La ragazza che doveva morire" vi trascinerà nella sua dimensione letteraria, e vi ci troverete bene, benissimo, così tanto da accogliere le ultime parole con la tristezza del commiato.
    La saga di Millennium arriva al suo capitolo finale, e vi regalerà tantissime emozioni!
    (Tatiana Vanini)

    Dello stesso autore:
    L'uomo che inseguiva la sua ombra
    Vedi anche:
    La trilogia di Millennium



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