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La ragazza del triangolo bianco
di Massimo Taras

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    Casa Editrice: Bertoni
    Disponibile in formato cartaceo




  • Genere: Narrativa

    Trama:
    La ragazza del triangolo bianco è un romanzo che, attraverso l'espediente dell'intervista, trasporta il lettore all'epoca della Seconda guerra mondiale, all'interno di un campo di transito Tedesco del Nord Italia realmente esistito, presentando una vicenda d'amore, amicizia e violenza. Narra una storia in cui il sentimento riesce a prevalere sulle condizioni proibitive di un lager tedesco, cercando di far capire ancora una volta cosa significò quell'inferno, ma soprattutto raccontando la capacità di chi, invece, era pronto a vivere un sentimento d'amore in mezzo a tanto odio.

    Recensione:
    "L'amore al tempo dell'odio": una bellissima storia in bianco e nero, fotografia di un drammatico scorcio della metà degli anni '40. Bianco è il triangolo cucito sulla logora e sbiadita casacca zebrata e maleodorante che avvolge Sara, affascinante, dolce, coraggiosa e delicata protagonista di questa vicenda. Un contrassegno che identifica colei che lo porta addosso come "ostaggio". Bianco è il colore della neve che continua a cadere sullo scenario ove si svolge in massima parte questa narrazione, un "campo di transito" situato nel nord Italia, in prossimità del confine con la Svizzera, punto di stazionamento intermedio in attesa di conoscere l'orrore del lager di Dachau per molti esseri umani trasformati in spettri. Il candore della neve copre pietosamente le tracce di eventi oscuri, brutali, sanguinosi; i fiocchi immacolati scendono come una sorta di dono mandato dal cielo per occultare, o addirittura per purificare, il nero profondo che alberga nell'animo di spietati aguzzini. Uno di loro, Stefan, trent'anni dopo parla con un giornalista inglese e racconta, dapprima con diffidenza, poi via via con maggiore scioltezza, i fatti strazianti ed inusitati che ha vissuto in quel luogo, del quale è stato vice-comandante.
    Stefan era stato scelto per ricoprire quell'incarico poiché parla perfettamente italiano: una nonna toscana, le estati della giovinezza trascorse in vacanza alle porte di Firenze lo hanno reso bilingue. Un giorno, nel buio del lager, gli occhi di Stefan si posano su di un uomo che guarda verso il cielo alla ricerca di quella libertà che il filo spinato gli nega; in quell'uomo, l'ufficiale delle SS riconosce un amico della giovinezza, dei giorni spensierati e felici trascorsi sui colli fiorentini. La sorella di quell'uomo, l'amico di un tempo, ora collocato su un fronte contrapposto, è Sara. Il primo amore, assolutamente platonico, di Stefan. Nella cupa monotonia di un lager, carcerieri ed internati sperimentano inevitabilmente una sorta di spersonalizzazione, in seno alla quale l'unico sentimento che pervade tutto e tutti è l'odio. Perso il contatto con la propria anima, con la propria umanità, gli uni avvertono solo istinti brutali e devastanti, gli altri sentono unicamente la fame, il freddo e le sofferenze che vengono loro inferte. Se la perdita dell'identità, della connessione con il proprio sé interiore, fa sì che l'odio possa regnare indisturbato, il semplice atto di riconoscere un amico e la donna amata spinge inesorabilmente Stefan a riprendere contatto con se stesso, con l'uomo, con il militare che ha scelto di servire il suo Paese, non di trasformarsi nello strumento di un sadico crimine contro l'umanità. La dolcezza e l'avvenenza di Sara, il riscatto morale di Stefan, fanno sì che in un luogo di orrore si manifesti prepotentemente l'amore, questa volta consumato sino in fondo. Un sentimento del tutto inaspettato, insperato, che suscita fatalmente altri sentimenti positivi: la compassione, il coraggio, l'altruismo, la lealtà. Pochi si salvano dall'ultimo, devastante atto che si compie in quel lager; grazie alla generosità di Stefan, consapevole di separarsi per sempre dalla donna amata favorendone la fuga, nonché alla ritrovata forza interiore che le consente di sopravvivere in condizioni di estrema difficoltà, Sara è una di quei pochi che vanno incontro alla salvezza, alla vita, alla libertà. Con lei, tra le sue braccia, porta un bimbo piccolissimo, rimasto orfano poco prima della fuga ardimentosa. Il racconto dell'ex ufficiale delle SS è raccolto dal giornalista inglese con minuziosa cura ed attenzione, ma anche con grande partecipazione e forte emotività, come se un filo sottile, invisibile, ma tenace lo legasse a quell'uomo così diverso e così lontano da lui.
    Con uno stile delizioso, impeccabile e garbato, anche nei passaggi che descrivono i momenti più strazianti e brutali del racconto, Massimo Taras accompagna il lettore verso un finale assolutamente a sorpresa, un vero e proprio colpo di scena. La Ragazza del Triangolo Bianco è un romanzo avvincente e coinvolgente, carico di tensione emotiva, che riesce a comunicare un profondo senso di speranza pur rievocando un momento terribile della Storia. La delicatezza con la quale la penna dell'autore descrive il riscatto morale di Stefan e la rinascita interiore di Sara esalta la bellezza e la potenza di due sentimenti, amicizia ed amore, i quali, per loro natura, sono destinati a sopravvivere a qualsiasi costrizione, alla separazione determinata da scelte esistenziali diverse o dalla lontananza ed all'inesorabile trascorrere del tempo, sino ad apparire quali autentiche manifestazioni di ciò che è, o potrebbe essere, l'eternità.
    (Angelarosa Weiler)



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