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Le Sprovvedute
di Giuseppe Fini

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    Casa Editrice: Pubblicazione indipendente - 154 pagine
    Disponibile in formato cartaceo e ebook




  • Genere: Narrativa

    Trama:
    Arianna Turleri insegna lettere al liceo nella Torino dei giorni nostri. La sorte ha coniugato in lei un'indubbia avvenenza e altrettanta irrimediabile insicurezza. Allevata da una madre intransigente e coercitiva, non ha potuto evitare enormi lacune caratteriali ed errori fatali del passato. Ma nonostante esser stata vittima di violenza in un matrimonio precedente, e aver tentato a suo tempo di denunciare i fatti, senza riuscire tuttavia ad andare fino in fondo, oggi può dirsi una quarantacinquenne realizzata: ha superato in parte i trascorsi, e ha messo su la famiglia che desiderava, insieme a un uomo d'altro stampo, Lorenzo Vernoldi, un violoncellista d'orchestra un po' particolare, con la mania dell'arte e della trascendenza, e padre di Sofia, la loro "bambina" ormai diciassettenne. Ad ogni modo, il suo karma le si ripresenta alla porta proprio negli occhi della figlia, quando la vede rientrare anzitempo un sabato pomeriggio…

    Recensione:
    Un libro tutto al femminile, che parla a quelle donne, ingenue, fiduciose "sprovvedute", che fidandosi della sincerità del loro sentimento si ritrovano tra le grinfie dell'orco, di colui che dispensa violenza.
    La scrittura è scorrevole, corretta, carezzevole, un fluire deciso e al contempo delicato che non manca di esporre con incisività quando la situazione si fa pericolosa, quando si va oltre, in un sopruso gratuito, bestiale, possessivo.
    Comincia con una scena di normalità, di amore tra giovani come capita tante volte. Poi una domanda posta quasi per caso, una richiesta di rassicurazione che si trasforma in uno scatto sempre ingiustificato quanto immotivato. Da amore a rabbia, da sicurezza a timore e smarrimento.
    Il romanzo di Fini si snoda in un racconto che mette a confronto una madre ed una figlia, dove la maggior esperienza avvolge e abbraccia colei che non ha potuto preservare da una brutta esperienza, ma che è ancora in tempo per metterla al riparo, per insegnarle senza giudicarla, aprendosi raccontando il proprio personale inferno e il ritorno al sereno.
    La trama, sempre interessante, scandita con precisione e con il giusto ritmo, si dipana tra passato e presente, tra parole dette e pensate, in un alternarsi di emozioni che compenetrano nel lettore rendendolo partecipe e consapevole.
    Un autore uomo, che riesce a sentire e ad esporre la violenza verso le donne con efficacia e realismo, portando alla ribalta quelle situazioni conosciute quanto nascoste, perché la vittima quando è femmina si sente sempre un po' colpevole, accusando prima se stessa del suo aguzzino, sorvolando sulle prevaricazioni psicologiche, sugli sguardi di disprezzo, le male parole, l'indifferenza, fino all'atto fisico incontrovertibile.
    Un monito ad aprire gli occhi subito, a reagire, confidando nel valore intrinseco di ogni individuo. In coppia non devono esistere padroni, è un rapporto tra pari e se l'equilibrio si spezza bisogna andare oltre la paura e denunciare. Il buon contadino sa che la pianta storta va raddrizzata, l'infestante estirpato, così tra le persone i comportamenti scorretti e malati vanno identificati e chiamati col loro nome: violenza. Una società non è civile se continua a nutrire rinforzi negativi, è tempo di cambiare. Basta essere sprovvedute siate consapevoli, di voi stesse, del vostro valore, della vostra libertà.
    (Tatiana Vanini)



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