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Genere: Romanzo storico

Trama:
Poco dopo la scoperta dell'America e alla vigilia della battaglia di Lepanto, un medico veneziano viaggia nel Mediterraneo per cercare, lontano dalla Repubblica di Venezia, una "nuova nobiltà" e approdare a una "nuova scienza". La galea della Serenissima sulla quale si è imbarcato viene attaccata in mare aperto dai pirati e il giovane medico dapprima cade prigioniero e in seguito viene ceduto come schiavo a una nave battente bandiera turca. Durante la traversata, il protagonista entra nelle grazie del pascià per un atto di coraggio che ne scongiura la morte e con lui giunge a Costantinopoli. Lì, ospite nel palazzo del nobile signore, divenuto bibliotecario e dedicandosi alla letteratura scientifica, presto si accorge della misteriosa scomparsa dell'ultimo volume dell'opera del medico Polibo di Kos, allievo di Ippocrate, un antico documento sulla cura della peste. Al seguito del pascià, il giovane medico si mette alla ricerca del manoscritto: dalla Costantinopoli dei sultani giungerà ad Alessandria, piagata dalla peste; da Stampalia, piccola isola rocciosa a largo della costa turca, sulla quale vivrà un'intensa e ambigua storia d'amore, raggiungerà la Sicilia e il ghetto nell'enigmatica Ortigia, dove si troverà avvolto nei misteri dell'alchimia. Durante il suo peregrinare, il giovane farà incontri inusuali, vivrà passioni intense, affronterà il flagello della peste, i lutti che ne conseguono, e si confronterà con le trame oscure dell'Inquisizione. Un'odissea che racconta il travaglio del protagonista, moderno Ulisse, combattuto tra l'impulso inesauribile dell'uomo che pone se stesso al servizio della "nuova scienza" e la passione che lo lega alle donne che ama. A determinare la conclusione del suo viaggio contribuirà la tormentata scelta tra l'amore appassionato per la romantica Diotima e il fascino intellettuale per l'aristocratica siracusana Eleonora.

Recensione:
Un romanzo storico ricco di nozioni interessanti che, attraverso il viaggio del protagonista, permette al lettore stesso di vivere in un'altra epoca, respirandone il clima, le tensioni e la voglia di novità e progresso.
"Odissea veneziana" si presenta con una scrittura fluida, estremamente corretta, facilmente comprensibile. Nella sua modernità contiene un sapore antico che rende ancora più credibile e vicina la trama trattata, permettendo un'immersione affascinante in anni tanto distanti da noi.
E' un vero e proprio viaggio, una ricerca basata sulla scienza, sulla volontà di trovare un manoscritto che potrebbe contenere informazioni utili a curare la peste, flagello che periodicamente miete vittime. La voglia di trovare il manoscritto diventerà ben presto, per il giovane medico che è attore principale della vicenda, una vera caccia all'uomo, al monaco tacciato di eresia che pare custodire il prezioso trattato.
Un cammino avventuroso, non scevro di pericoli, che lo porterà a confrontarsi con diverse figure, in incontri che si trasformano in dialoghi istruttivi, che permetteranno a lui di raccontare di sé e agli altri di fare luce sulle loro vicende personali e sulle tensioni politiche/culturali dell'epoca.
Durante questi confronti il ritmo narrativo diventa più lento, riflessivo, ma ciò che scopriamo è un quadro così interessante che si legge con curiosità, permettendoci di scoprire un periodo storico diviso tra immobilismo e conservazionismo, tra chi cioè vuole che le cose rimangano come sono sempre state, rassicurandosi al caldo focolare delle consuetudini e chi invece, forte magari della sua giovinezza ed apertura verso il mondo, vorrebbe spalancare le braccia alle innovazioni, alla ricerche ed alle scoperte, in una visione più illuminata della vita.
"Odissea veneziana", con il suo io narrante in prima persona, diviene scambio diretto col lettore, che si sente depositario di un racconto prezioso sotto il piano storico, ma anche attraverso l'aspetto umano.
Un'opera da gustare lasciandosi trasportare, attraverso le parole, nel mare del tempo, scoprendo una vicinanza sorprendete con noi, così moderni uomini di oggi, e dotato di un finale che ci ricorda come a volte ciò che ci è davvero necessario ci trovi da solo, senza nessuna necessità di ricerca.
(Tatiana Vanini)



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